«Era una donna piena di vitalità, un vulcano di idee»
Il mondo della cultura, dell’arte e della scuola locale ha voluto dare un ultimo saluto alla prof Anna Rovacchi. Oltre alle autorità locali in rappresentanza di diversi Comuni del territorio, erano...
Il mondo della cultura, dell’arte e della scuola locale ha voluto dare un ultimo saluto alla prof Anna Rovacchi. Oltre alle autorità locali in rappresentanza di diversi Comuni del territorio, erano presenti anche tanti personaggi di spicco. Tra questi, il carpigiano Stefan “Cisco” Bellotti, che conosceva la prof Rovacchi per avere condiviso con lei un viaggio sul “Treno per Auschwitz” e, soprattutto, perché Andrea, uno dei fratelli di Anna, è un fonico che compone il suo staff. «Ho un rapporto molto stretto con Andrea, siamo molto legati, sia umanamente sia dal punto di vista professionale – spiega Cisco, addolorato – Andrea, fratello di Anna è un mio strettissimo collaboratore».
Anche Sandro Parmiggiani, noto critico d’arte di Bibbiano ha voluto partecipare al rito funebre per salutare per l’ultima volta Anna. «Era una persona piena di vita, sembrava un vulcano continuamente fecondo di idee» – aggiunge Parmiggiani. Leda Iotti, ex insegnante, collega della prof Rovacchi durante gli anni trascorsi al polo scolastico “D’Arzo” ricorda Anna come «una grandissima appassionata di musica, golosa di vita, c’erano tanti ragazzi al rosario che si è tenuto giovedì sera in sua memoria e, anche durante la cerimonia funebre, è stata ricordata attraverso le sette note».
Maria Teresa Torreggiani, vice preside del “D’Arzo”, commemora Anna come una persona «punto di riferimento per tutti per la sua vitalità, la sua gioia. Ha lasciato un segno profondo per noi, che la ricorderemo sempre».
Anche Emore Valdesalici, ex preside del liceo artistico Toschi di Parma, sottolinea le qualità «stupende di Anna. Era attiva, legata al mondo dei giovani al quale dava tutto se stessa. Io sono amico dello zio di Anna, Franco Spaggiari (grande cultore di storia locale, ndr.) e quando ho saputo della terribile disgrazia sono rimasto senza parole».(s.a.)
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