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IN UN LAGER DOPO L’ARMISTIZIO, MORí A GUERRA FINITA

La storia dell’eroe dimenticato

La storia dell’eroe dimenticato

Si chiamava Luigi Amante. Il nipote: «Chi può darmi notizie di lui?»

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Riuscì a scampare ai combattimenti nella campagna di Grecia, al massacro di Cefalonia quando la Divisione Acqui fu passata per le armi dopo la resa, ma non riuscì a sopravvivere al campo di concentramento dove fu rinchiuso come ex combattente italiano.

Fu liberato a Bergen Belsen dalle truppe anglo-americane e ricoverato subito in un ospedale inglese in Germania ma non sopravvisse a lungo. Fame, malattie e sevizie avevano minato il corpo del giovane tenente modenese che morì il 25 luglio 1945. Anche lui, Luigi Amante classe 1922, sarà ricordato oggi pomeriggio alle 18.30 nella chiesa di S.Barnaba con gli altri caduti di quel reparto.

Morto a 23 anni, figlio di un ufficiale dell’esercito che nel dopoguerra finì il servizio come vicecomandante dell’ VIII Campale a Modena, Luigi Amante potrebbe essere il simbolo di quella generazione bruciata dalla guerra e dagli avvenimenti storici in cui fu risucchiata grande parte dell’Italia, con o senza la divisa. Entrato in Accademia Militare a Modena nell’penultimo corso prima dell’armistizio, fece a malapena a tempo a terminare il primo biennio di corso e subito fu mandato, assieme agli altri, in prima linea. La guerra aveva falciato intere generazioni di soldati, sottufficiali e ufficiali e i reparti al fronte dovevano essere ricostituiti. E in Grecia, dove Mussolini aveva promesso agli italiani la solita guerra breve («Gli spezzeremo le reni» disse) la difesa ellenica fu così forte che dovettero intervenire i tedeschi per sostenere le nostre truppe. Ma dopo il cambio di fronte dell’8 settembre 1943, le truppe germaniche diventarono nemici. «Sto cercando notizie e documenti su mio zio - spiega il nipote Pier Luigi Bastelli, 62 anni - La sua perdita fu uno shock per la famiglia; non veniva mai nominato per non addolorare i nonni. Ancora non sappiamo dove sia la sua tomba perchè fu sepolto in una fossa comune». (s.c.)

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