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La tattica della confusione

La tattica della confusione

Per completare il caso più discusso degli ultimi mesi ci mancava giusto un plastico alla Vespa per vedere la disposizione delle opere, come se ci fosse bramosia di sapere questo è quel dettaglio. Ma...

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Per completare il caso più discusso degli ultimi mesi ci mancava giusto un plastico alla Vespa per vedere la disposizione delle opere, come se ci fosse bramosia di sapere questo è quel dettaglio. Ma è una tattica anche questa: la si usa da sempre, si chiama “confusione”. E ieri ne è stata fatta ancora un po’, semmai qualcuno ne sentisse la mancanza. L’elite chiamata ad ascoltare il progetto, qualcuno che voleva esserci ma non è stato invitato, il curatore che certamente non ha contribuito a gettare acqua sul fuoco delle polemiche e il sindaco rimasto abbondantemente lontano dai microfoni per evitare domande che gli avrebbero fatto salire la bile. L’importante è che da oggi l’arte prenda il sopravvento perchè anche solo del giochino a distanza tra Muzzarelli e Mezzetti tra patrocini e presunti appoggi culturali non se ne può davvero più. Ma certamente è colpa del caldo, così anche stavolta c’è un responsabile.(d.b.)

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