Gazzetta di Modena

Modena

Addio a Brunello Reggiani il mitico re del Lido Park

di Saverio Cioce
Addio a Brunello Reggiani il mitico re del Lido Park

Gestì Garden, Koala, Eden. Il locale nel parco ospitò la movida tra il ’70 e l’80 Dai gelati alla ristorazione servì Ferrari e Prodi. Nel 1991 cominciò con il catering

2 MINUTI DI LETTURA





Fu il primo a offrire a Modena la moda dello skiwasser, il cocktail importato dalle Dolomiti a base di succo di limone e lampone, che divenne la bibita preferita della gioventù modenese. Per migliaia di ragazzi e ragazze Brunello Reggiani, scomparso l’altroieri a 81 anni, fu un punto di riferimento nei gusti e nelle scelte di vita.

Il suo Lido Park, che rilevò nel 1967 assieme alla moglie Tina Vezzani, diventò in breve tempo un locale alla moda, tappa obbligata nelle passeggiate di nonni e bambini. Il Lido fu la sua cosacrazione, non il suo unico successo. Sin da ragazzo, nel dopoguerra, cominciò a lavorare come cameriere alla “Pensilina”, il locale a fianco dello Storchi demolito alcuni mesi fa. Ricco di talento e volontà, si applicò ai gelati, unendo gusti e ingredienti in maniera innovativa, tanto da ottenere un premio a Milano in una gara nazionale.

Con il Lido fu subito successo. La graziosa cupola realizzata negli anni ’20 in un pezzo unico sulla base in ghisa diventò un’attrazione e il Lido conobbe una nuova fortuna tra i viali del parco. L’ampliamento della gamma alla ristorazione fu una scelta vincente; Enzo Ferrari, che abitava lì a fianco, si faceva portare a casa i manicaretti della sua cucina.

In breve cominciarono le consegne a domicilio e nella gestione del Lido Brunello Reggiani si fece affiancare dai figli, i gemelli Tiziano e Tiziana, e Moreno. La moglie, conosciuta nel 1953 a Nonantola e sposata dopo un breve fidanzamento, era sempre al suo fianco, come lo era stata nella gestione dell’Eden in piazza Matteotti (sopra l’ex cinema Odeon) o il Garden, poi Koala che diventò l’indimenticato Charlie Max di via Razzaboni. Ceduto nel 1991, a malincuore, il Lido, Brunello sviluppò il catering con consegne a domicilio sino a quando il diabete, pochi anni fa, si manifestò minacciosamente e fu costretto a lasciare il lavoro. Gioviale, instancabile, offrì mortadella e Parmigiano a Prodi quando inaugurò il Museo della Bilancia a Campogalliano: anche quella volta aveva preparato il buffet.

Estroverso quanto riservato, Brunello non nascondeva nè ostentava le sue opinioni politiche, che teneva ben distinte dal lavoro. Nei suoi ultimi mesi ha chiesto il funerale civile e il necrologio a esequie avvenute. Il suo ultimo desiderio è stato quello di di portare nella bara una bandiera del vecchio Pci, che aveva fatto comprare al nipote Riccardo sul web. È stato accontentato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google