Gazzetta di Modena

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Apre “Espo”, degrado in stazione

di Stefano Luppi
Apre “Espo”, degrado in stazione

Nemmeno il rinnovo dei locali per Expo ha cambiato la situazione: binari pattumiera e cantieri

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L’entusiasmo degli organizzatori è certamente molto elevato. Ed è un bene. Ma dopo una visita, nel primo giorno di apertura, di “Espo Modena”, il centro servizi informazioni per l'Expo aperto ieri alle ex poste sul binario 1 della stazione ferroviaria, occorre dire che molto resta da fare. Gli annunci, soprattutto da parte del sindaco Muzzarelli che ieri mattina invece ha inaugurato l'area di 500 metri quadrati con inusuale “sordina”, erano stati molti perché il centro avrebbe dovuto essere un fiore all'occhiello per indirizzare i turisti che arrivano in treno alla tante bellezze della città. Siamo però quasi a metà dell'Expo milanese e il lavoro di questo nuovo centro inizia solo ora alle soglie di agosto. Intanto, nonostante gli annunci, non verrà trasferita qui il centro Iat che resta alla stazione e soprattutto per ora nessun viaggiatore conosce questo centro semplicemente perché in stazione non ci sono cartelli che indirizzino qui. Al momento, a parte appunto l'entusiasmo, è tutto da costruire, ci sono ritardi organizzativi significativi non certo attribuibili né all'impresa campana che sta compiendo i lavori (abbassati in sede di assegnazione del 40%, tantissimo) né alla associazione temporanea di scopo (International social housing srl e associazioni Democrazia dal basso e Amici del Corni) che ha vinto il bando. Semplicemente la stazione fa il suo lavoro che non è certo indirizzare qui il pubblico, ma gestire l'importante infrastruttura. Anzi, ieri in stazione non erano pochi i punti dove la sporcizia e il degrado erano particolarmente evidenti e il megacantiere ai binari 2 e 3 non aiutava di certo a fornire una stazione “visivamente” all'altezza. Insomma il biglietto da visita per i turisti che giungono in treno (quanti mai saranno?) non è granché. Non c'è, dicevamo, nessun cartello che manda in fondo al binario 1, dopo l'ufficio della polizia ferroviaria. Se uno arriva comunque si ritrova davanti a una porta chiusa (aperto invece l'accesso da via Nicolò dell’Abate): «Abbiamo materiale storico - spiega il volontario Luigi Stefani, prof. in pensione - e può arrivare gente strana. Abbiamo portato qui una serie di torni, macchine, ricetrasmittenti, trapani dell'800-900 che rischiavano di andare perduti». Interessante mostra e gentilezza, ma che c'entrano con Expo questi materiali? Gentilissima anche la signora che dà materiale sulla città, così come i due giovani baristi che presidiano un bar-cucina da grandi firme. «Abbiamo molto da fare - spiega il geometra Antonio Vecchione, responsabile del centro - e a settembre partiremo con le vere novità per questo posto complicato. Avremo per tre giorni Danny Paradise, insegnante di yoga internazionale che conta tra i suoi allievi anche Sting e Madonna. Tante le prenotazioni. Abbiamo anche ottenuto il via libera dalle Fs per le informazioni e lavoreremo anche con il festival filosofia e gli ordini professionali».

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