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Rifiuti, emergenze, solidarietà

Enrico Grazioli

 Bruceremo, dunque, un po’ anche a Modena i rifiuti provenienti oggi dalla Liguria, domani chissà da dove? Con buona probabilità sì, terminate le consultazioni e crediamo anche le...

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Bruceremo, dunque, un po’ anche a Modena i rifiuti provenienti oggi dalla Liguria, domani chissà da dove? Con buona probabilità sì, terminate le consultazioni e crediamo anche le trattative sulle quantità di pattume da indirizzare agli inceneritori emiliani. Lo faremo, si districa la Regione in spiegazioni, solo in nome della solidarietà, in un quadro di emergenza limitato nel tempo e nelle quantità. Ovvero, quella condizione che in Italia si crea con una regolarità tale da trasformare l’eccezione quasi in regola: ci riferiamo sia all’emergenza, sia alla solidarietà (a chi,poi? A chi ancora non si è posto nelle condizioni di far fronte allo smaltimento dei propri rifiuti? A chi ancora contribuisce a farci piovere sul capo multe europee da smaltire nei bilanci pubblici?) Una delle verità è che quando un camino è in funzione, lo si chiami con il nome tecnico che si vuole e che è più corretto ma sempre di un camino si tratta, deve lavorare a pieno regime. Quindi, i rifiuti che provengono da altri territori, che puzzano e diventano cenere oltre che energia esattamente come i nostri, possono persino fare comodo senza peggiorare di per loro la nostra esposizione ai fumi degli impianti, attivi comunque. Il problema vero è una politica ambientale che in Italia prosegue un cammino a singhiozzo, incapace di comporre un puzzle che improvvisamente, qua e là, impazzisce. E in questo quadro, a chiazze più che macchie di leopardo, anche chi ha avviato scelte virtuose procede a tappe lente: vedremo in settembre che velocità e che motore immagina di darsi la legge regionale sui rifiuti. Ma già indicare il 2020 come data obiettivo per il 70% di raccolta differenziata in Emilia non dà il segno di un’accelerazione impegnativa. Tanto che ipotizzando la chiusura di discariche e inceneritori, chi governa non può usare che un termine che più indefinito non si può: in prospettiva... E l’impressione è che sia una prospettiva di lunghissimo termine: un tempo entro il quale le emergenze si potranno moltiplicare, contando sulla nostra solidarietà. Sempre accesa, come i nostri camini.

@engraz

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