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Modena, il cellulare costa troppo e allora spara

di Stefano Totaro
Modena, il cellulare costa troppo e allora spara

Regolamento di conti con due colpi in aria tra giovani campani per la vendita di uno smartphone. L’arma era rubata

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MODENA. Alle 22 de la tarde i due amici nemici si affrontano. C’è il caldo africano, c’è la quiete di una strada di seconda mano del quartiere Sacca in un venerdì di estate. Probabile ci sia un sottofondo di cicale, un unico ronzio nel silenzio. Poi la notte si spacca in due, per due volte. Due colpi, in rapida successione. Li sentono tutti in zona e tutti capiscono che non si tratta di botti di capodanno, bensì di spari. E i cellulari si mettono in azione e fioccano le chiamate alle forze dell’ordine. In questo modo una Volante arriva nella piccola via Paradisi e sistema tutta la situazione, recuperando un’arma e arrestando chi ha sparato. Questione di cellulari, dall’allarme agli spari. Perché gli spari, si è poi appresso, erano stati causati proprio da una vicenda legata ad uno smartphone.

Ma torniamo a poco dopo le 22 dell’altra sera, quando nella via del quartiere Sacca arrivano gli agenti della Volante. I poliziotti ci mettono poco a notare che gli unici presenti in strada sono due persone che si trovano all'interno di un furgoncino. Si avvicinano, notano subito che i due non hanno reazioni particolari alla loro presenza anzi, porgono subito i loro documenti e assumono un atteggiamento neutro. Ma uno degli agenti butta l’occhio all’interno del furgoncino e vede, nei sedili dietro, il calcio di una pistola.

La situazione cambia immediatamente e il controllo si fa più “stretto”. L’arma, ancora calda, viene sequestrata.

Poi ecco il racconto della vicenda, così come l’ha spiegata il giovane , I.R., 27 anni, originario di Caserta, che è stato in seguito arrestato.

Il 27enne, che ha alcuni precedenti per reati contro il patrimonio, ha voluto incontrare l’altro suo coetaneo, pure lui di origine campane e più o meno con gli stessi precedenti. Un appuntamento per regolare un conto: al casertano infatti non andava giù quanto aveva pagato quello smartphone che l’amico ora nemico gli aveva venduto. Un prezzo troppo salato. Qualcosa doveva cambiare in quell’affare e per far tornare i conti il 27enne , al posto della calcolatrice, ha portato con sè una pistola. L’’altro, per nulla intimorito, lo ha anche preso in giro dicendogli che una scacciacani di certo non risolveva la situazione. Allora I.R., per far valere la sua legge, ha sparato due colpi. In aria, nel grande silenzio, svegliando tutto il quartiere.

Porto d’armi? Nemmeno per idea. Ai successivi controlli la pistola, una Beretta semiautomatica, è risultata essere stata rubata due anni fa in una appartamento a San Giovanni in Persiceto. Per il 27enne è scattato l’arresto con l'accusa di porto illegale di arma da fuoco e ricettazione.

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