Nomadi e bivacchi davanti al cimitero: Mirandola protesta
Sale il malumore dei cittadini dopo l’aggressione a un uomo C’è chi parla di decoro e anche chi teme altre ritorsioni
MIRANDOLA. I mirandolesi sono sul piede di guerra contro l’accampamento di nomadi davanti al cimitero. Anche i cittadini solitamente più tolleranti non riescono a digerire il degrado e la mancanza di decoro che l’assembramento ha portato in un luogo in cui invece dovrebbe regnare rispetto e che giovedì ha registrato anche un’aggressione ai danni di un ciclista intento a visitare un proprio caro.
«I nomadi arrivano qui quando fa molto caldo e non riescono a stare a Santa Giustina, dove si sono stanziati tanti anni fa - commenta un residente - Non è un bel biglietto da visita per Mirandola notare persone che bivaccano mezze nude e coltivano cattive abitudini come ascoltare musica a tutto volume in momenti in cui alle persone piacerebbe riposare e, soprattutto, proprio di fianco al cimitero».
Anche dagli imprenditori delle numerose ditte vicine trapela un certo disappunto. «Mi limiterò a dire che sono contrario - sostiene Luca Stefanini - Una volta sono addirittura entrati nel cortile per curiosare. E siccome è noto quali intenzioni abbiano solitamente non mi ha fatto di certo piacere».
È d’accordo il collega Alessandro Pini, dell’azienda di fronte. «Premetto che di problemi diretti con loro non ne ho mai avuti, ma se andassero via sarebbe molto meglio - dice Pini - mentre, invece, loro si spostano da una parte all’altra senza trovare una collocazione definitiva, e alla fine ritornano lì davanti al cimitero. E non è proprio il massimo dal punto di vista del decoro, lasciando stare per un attimo il discorso criminalità».
Ed è la mancanza di decoro che impressiona maggiormente Veronica Cojocaru, la cui madre è in procinto di venire a vivere a pochi metri dal cimitero. «Devono ricordare che serve rispetto - esclama Veronica - Poi non voglio essere troppo intransigente: anche noi quando c’è stato il terremoto siamo stati costretti a spostarci all’aperto per paura delle scosse. Anche noi ci siamo accampati».
Il parere forse più morbido nei confronti dei Sinti è di Valentina Caravello che sottolinea ripetutamente di non essere intollerante verso i nomadi. «Però, di certo dovrebbero trovare una sistemazione adeguata - evidenzia - e cercare di raggiungere il decoro».
Di opinione diametralmente opposta il marito di Valentina che prende un’energica posizione contro la presenza dei nomadi davanti al cimitero, ricordando gli incresciosi episodi di criminalità di cui si sono resi protagonisti negli anni e anche più recentemente. Tanti altri cittadini hanno poi voluto testimoniare il proprio dissenso, ma in forma anonima per paura di ritorsioni.
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