Gazzetta di Modena

Modena

Francesco, chef diventato star in Germania

di Gabriele Bassanetti
Francesco, chef diventato star in Germania

Miselli invitato in Baviera accolto da ottime critiche sui giornali e circondato da clienti entusiasti

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Va una settimana a lavorare in un ristorante in Germania e si ritrova a rilasciare autografi. È successo a Francesco Miselli, quarantenne chef sassolese, che attualmente risiede a Rubbianino di Montecavolo. Francesco, una carriera nella ristorazione che lo ha visto al lavoro, fin da giovanissimo in importanti ristoranti modenesi e reggiani, ha fra l'altro nel suo curriculum il Club Europa 92 di Luciano Pavarotti e diverse collaborazioni con il Mef insieme al sassolese Lenzotti. Francesco era già stato una settimana a lavorare in Germania, in un ristorante della città di Passau (Baviera), l'Osteria Ombralonga dell'italiano Biagio Facin, alcuni mesi fa, e aveva programmato un ritorno per un'altra settimana in luglio. Quello che non sapeva era che questo suo nuovo sbarco nella cittadina tedesca, era stato anticipato con accenti trionfalistici. “Arriva da Modena lo chef italiano che ha lavorato per Pavarotti” era più o meno il tono degli annunci, tanto che una rivista culinaria della regione, “Pasta” zeitung, aveva pubblicato un servizio su di lui, ricordando i suoi trascorsi e anche facendo riferimento all'origine modenese, “la stessa della Francescana di Bottura”. «Sono arrivato per la mia settimana di lavoro e mi sono trovato il ristorante sempre pieno, la fila e perfino gente che mi chiedeva l'autografo. C'era chi cercava di venirmi a vedere in cucina e venivo richiesto spesso in sala. Sulle prime non ho capito, poi qualcuno mi ha chiesto un autografo con dedica sulla rivista e allora ho realizzato. Francamente l'articolo ha anche esagerato nei toni, ma devo dire che dall'aspettativa alla realtà mi sembra che i clienti non siano rimasti affatto delusi».

È stato definito addirittura “Starkoch”, cuoco star...

«All'inizio mi ha stupito, ma al di là degli annunci si è creato un bel rapporto. Il titolare del ristorante mi ha dato un consiglio importante: con i clienti tedeschi, mi ha detto, puoi cucinare ciò che vuoi ma non prenderli in giro. È quello che ho fatto, non ho voluto vivere di rendita. Avrei avuto successo anche facendo le lasagne, ma ho una storia, una mia cucina, molti piatti che ho inventato o perfezionato da me e sono quelli che ho proposto. Alcuni ingredienti me li sono portati da casa: sapevo di non trovarli in Germania, il resto me lo sono procurato da rivenditori specializzati sul posto. Ho badato soprattutto a far emergere i sapori e la freschezza, mentre nella cucina tedesca si usano molte salse e spezie».

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