La spiaggia? È sul Panaro «Qui meglio della Riviera»
Contro l’afa le sponde del fiume si animano di bagnanti, non solo modenesi Èd è anche una soluzione anti-crisi: non si spende nulla e ci si rilassa
«Il Panaro? Meglio della Riviera». Decine di modenesi combattono il caldo rifugiandosi sulle sponde e nelle acque del fiume. A Casona, frazione di Marano, si trovano persone di tutte le età. Una presenza composta, non una folla, di persone che staccano dalla quotidianità inseguendo un attimo di pace nella natura.
C’è la famiglia con bambini che si sdraia al sole e trova refrigerio nelle ore più calde. Si vedono coppie di anziani su sedie o teli, intenti a leggere, scrivere e parlare. Non mancano gruppi di giovani provenienti dalla città, dai paesi vicini e anche dal bolognese per prendere un po’ di fresco.
Teli sui ciottoli, la musica a volte risuona nell’aria. C’è chi porta stereo e chi sceglie di ascoltarla con le cuffie. Qualcuno azzarda una grigliata, il vento fa dimenticare l’afa cittadina. Quando il sole è alto e la temperatura aumenta, alcune soluzioni diventano andare in acqua, chiedere ospitalità allo spazio sotto al ponte o ripartire.
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I giudizi dei bagnanti sono nel complesso positivi. «È la prima volta per noi ed è bello - racconta Francesco - anzi, è meglio di Rimini. L’acqua? Sembra Miami, con un po’ di fantasia …». L’uomo è in acqua mentre la consorte Caterina siede su un asciugamano poggiato sui sassi insieme alla loro bambina. «Per i bimbi è sicuro - spiega la donna - purchè ci siano i genitori a controllare».
Gli episodi di cronaca nera non sono mancati, soprattutto più a nord, dalle parti a esempio di Vignola. Tuffi sbagliati o piedi nelle buche possono trasformarsi in tragedie, specialmente per i più piccoli. Meglio stare attenti ai luoghi da scegliere e tenere sempre alto il livello dell’attenzione.
«È la seconda volta che siamo qui - risponde un papà - e ci siamo trovati finora bene, a parte un po’ di sporcizia lasciata in giro. Con il caldo non è male passare qui anche tre o quattro ore. L’acqua è fresca, è piacevole bagnarsi».
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Oltre alle famiglie con bambini ci sono anche tante e tanti giovani. Una presenza che all’apparenza può stupire. Sulla carta è sufficiente poco più di un’ora per arrivare in riviera, mentre ne servono poco più di due per essere in una spiaggia ligure o toscana. Tuttavia, dalle loro risposte s’apprende che è un modo per evitare traffico, spese, stress. «Stiamo un po’ al fresco - riconosce Simone - poi magari andremo a Riccione, ma qui abbiamo il fresco in casa. Negli ultimi anni ho lavorato in una gelateria, era una tortura stare dietro al bancone per il caldo delle macchine che c’era. Adesso sto rimediando».
«Soprattutto conviene per i soldi - ribadisce Marco - in riviera cinquanta euro come minimo li spendi, mentre ti qui ti bastano quelli per la benzina. L’acqua è forse meglio sul Panaro».
Oltre ai modenesi ci sono visitatori giunti da altre parti della regione: «Vogliamo passare una giornata diversa - spiega Giovanna, partita dalla provincia di Bologna - è un modo per stare più freschi. Non serve spendere tanto alla fine». Il luogo è anche multiculturale. Ci sono bagnanti originari da diversi Paesi del mondo che s’immergono in Panaro. Alcuni restano con il loro nucleo, altri si lanciano verso nuove amicizie. «Mi piace questo posto, ci divertiamo qui - conclude Mangale - quest’estate è già la seconda volta che stiamo sul Panaro. L’acqua non è pulita, per cui niente bagni. Possiamo al massimo bagnarci i piedi. C’è comunque fresco, restiamo fino a mezzanotte».
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