Dehors, il regolamento... lento
Il Comune sta ancora lavorando. Rotella: «Non si può dare il permesso a tutti»
«Rendere più bella e attrattiva la città e ampliare le possibilità per gli operatori economici, garantendo e migliorando la qualità dell'offerta, sono obiettivi di questa Amministrazione, che devono essere necessariamente declinati tenendo conto delle complessità esistenti. Dobbiamo garantire insieme opportunità per il commercio e vivibilità per i residenti, ma assicurando condizioni di sicurezza, soprattutto rispetto alla mobilità». Lo ha detto l’assessore comunale alle Attività economiche Tommaso Rotella nel Consiglio comunale di ieri, rispondendo a una interrogazione del consigliere Marco Rabboni, firmata anche dagli altri componenti del gruppo M5s. Al sindaco e alla Giunta si chiedeva perché non fossero stati presi gli stessi provvedimenti di Carpi riguardo alla possibilità di allestire tavolini e sedie all’aperto davanti alle attività commerciali e artigianali alimentari, concessa invece ai Temporary store.
«Stiamo lavorando – ha spiegato Rotella - alla definizione dei contenuti di un vero e proprio Regolamento per i dehors che, per la prima volta non solo attraverso delibere che regolano situazioni puntuali, consentirà di affrontare in modo organico tutti gli aspetti della questione (come arredi e modalità di utilizzo) sia rispetto alle situazioni più strutturate sia per quelle più flessibili. Botteghe storiche e gelaterie tradizionali – ha spiegato l’assessore - già ora possono mettere fuori tavolini ritirandoli alla sera, ma non possiamo aprire indistintamente a tutti i negozi alimentari e agli artigiani. A Modena vorrebbe dire oltre 1.200 nuovi dehors a fronte di 690 bar e ristoranti. Più di 400 solo per gli artigiani di produzione alimentare, 79 solo per i fornai Intendiamo creare le condizioni per offrire opportunità agli operatori che hanno voglia e capacità per rendere la città più accogliente e viva, quindi anche più bella. Ma intendiamo farlo mettendo i necessari paletti a garanzia della sicurezza, del rispetto della stagionalità, delle norme sui servizi igienici».
Rotella ha poi spiegato che la complessità di questo ambito a Modena è legata anche al sito Unesco.
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