Rossella Sala, ambasciatrice anti-povertà
L’attività di volontariato, poi l’ingresso a gennaio nell’associazione ONE fondata da Bono degli U2
«Ho cominciato ad operare nel settore non profit all'età di undici anni, quando sono entrata a far parte del Cisv Modena (Children's International Summer Villages) con cui ho iniziato a svolgere campi estivi sul tema della pace e della multiculturalità in giro per il mondo, dalla Svezia alla Finlandia al Brasile parlando di cultura della pace, di lotta al razzismo e rispetto per l'ambiente», racconta Rossella Sala, 23 anni, di Modena, studentessa di Giurisprudenza a Trento e giovane attivista impegnata nella lotta alla povertà estrema.
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«Ne abbiamo passate di tutti i colori: abbiamo visitato le favelas brasiliane, ci siamo tuffati in laghi ghiacciati in Scandinavia e per la prima volta ho visto che i popoli sono davvero tutti uguali e ho potuto farmi degli amici veri, con cui sono ancora in contatto, a dodici anni di distanza».
Dopo queste esperienze, una volta iscritta all'università, Rossella ha anche fatto diversi viaggi in India, dove ha prestato attività di volontariato presso un'associazione che si occupa di assistere i bambini sieropositivi, è entrata a far parte del comitato Unicef della città di Trento, dove studia, e ha iniziato a collaborare con diverse associazioni tra cui ONE.
«Da gennaio 2015, io e un gruppo di giovani italiani siamo entrati a far parte della squadra di Youth Ambassadors italiani per l'organizzazione ONE, una Ong internazionale nata in America grazie a Bono, il leader degli U2, che mira a promuovere la lotta alla povertà nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa - spiega Rossella - Il nostro ruolo come giovani ambasciatori prevede la partecipazione a campagne ed eventi internazionali, quali il G7 di Schloss Elmau, e l'incontro con personalità politiche di spicco. Ad esempio, durante le nostre attività, abbiamo avuto modo di confrontarci con alcuni deputati, il premio Nobel per la Pace Ellen Johnson-Sirleaf e addirittura il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Ogni anno, da due anni a questa parte, ONE raccoglie 250 giovani attivisti da tutta Europa tra cui 30 in Italia per formarli ed educarli a portare avanti campagne di advocacy e lobbying verso i leader politici per convincerli a fare di più per i bisogni delle persone che vivono in povertà estrema. Qualche settimana fa, ad esempio, in vista del Consiglio Europeo, ONE ha cercato, attraverso il massiccio invio di lettere al presidente del Consiglio Matteo Renzi, di influenzare l'agenda dell'incontro affinché gli Stati membri dell'Ue si impegnino a devolvere lo 0.7 % del reddito nazionale agli aiuti allo sviluppo. Questa decisione è di cruciale importanza per il raggiungimento del nostro obiettivo principale: eliminare la povertà estrema entro il 2030».
«Per quanto mi riguarda, attualmente come Youth Ambassador di ONE sto lavorando per fare pressione sui leader mondiali affinché i nuovi Obiettivi di sviluppo post-2015 (che verranno annunciati a settembre) siano ambiziosi e adeguati alle esigenze dei più poveri. Inoltre mi sto impegnando assieme al personale di Unicef Italia per rilanciare, a livello nazionale, la rete dei giovani volontari Unicef. In tutto questo cerco anche di studiare per gli esami e lavorare! Nel corso della mia esperienza personale - conclude Rossella - ho notato con piacere il grande interesse dimostrato anche dal pubblico e dalle istituzioni modenesi nei confronti della cooperazione internazionale. Lo dimostrano non solo le numerose iniziative portate avanti a livello locale, come la Festa della Cooperazione Internazionale svoltasi recentemente, ma anche il proliferare di associazioni operanti in questo settore».
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