Gazzetta di Modena

Modena

Scoperta serra con 18 piante di cannabis

di Carlo Gregori
Scoperta serra con 18 piante di cannabis

La Squadra Mobile fa irruzione in un magazzino di due spacciatori arrestati e trova una coltivazione di marijuana

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L’operazione della Squadra mobile non era finita del tutto e quando gli agenti hanno saputo che l’affitto del’appartamento degli spacciatori comprendeva una dependance composta da uno stanzone sono rimasti sorpresi aprendolo e trovando diciotto piante di cannabis in piena fioritura. Le piante erano pronte per il raccolto e la vendita. Il marocchino e il tunisino arrestati alcuni giorni fa in via Aldrovandi ora si trovano a carico un’altro capo di accusa grave: produzione di sostanza stupefacente a scopo di spaccio.

Le diciotto piante sono alte dai 50 agli 80 centimetri. Non tanto, se si pensa che una pianta simile può superare i due metri. Ma erano nel pieno del loro sviluppo, “pompate” com’erano di fertilizzanti olandesi e sviluppatori di radici. Sottoposte alle lampade speciali e a un drenaggio a goccia nell’innaffiamento, in un ambiente chiuso e soffocante che raggiungeva fino a 60°. Anche se gli esperti di droga della Mobile sostengono che si tratti di due tipi di cannabis pregiata, quella produzione era sicuramente a “km zero” ma tutto fuorché bio. Anzi, come ha sottolineato il capo della Squadra mobile Enrico Tassi era il frutto di una produzione intensiva industrializzata, piante tirate su e spremute per rendere il massimo.

Le cime, infatti, sono già cariche di resina e polline, pronte per essere raccolte e vendute. E nella stanza è stato anche trovato un saccone del pattume pieno di foglie, anche quelle da smerciare.

A quella serra la Squadra Mobile è arrivata in coda all’indagine successiva all’arresto di W.H., tunisino 31enne, e del suo socio marocchino, G.S., 34anni. Sono i due intestatari dell’appartamento nella palazzina di via Aldrovandi dove - durante un blitz della polizia di Stato successivo a pedinamenti e altre indagini sullo spaccio di droga dietro il Teatro Storchi - sono stati trovati 1,2 chili di hascisc, 20 grammi di cocaina e 30 grammi di marijuana. Dal contratto di affitto risultava infatti che i due avevano in uso anche quello sgabuzzino grande, una specie di magazzino da laboratorio.

Il giorno dopo gli arresti, gli agenti della Squadra mobile sono tornati e hanno notato da una finestra che c’erano delle piante illuminate da neon. L’irruzione ha portato alla conferma: era una sorta di piccola piantagione domestica condotta secondo criteri di massimizzazione della produzione di marijuana. Un’attività fatta con cura e metodo. Una branca delle attività dei due già agli arresti. Ora si sta anche indagando sulla fornitura di elettricità che i due utilizzavano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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