Gazzetta di Modena

Modena

Chiesa di Sant’Anna: rubata la statua di Maria

di Stefano Totaro
Chiesa di Sant’Anna: rubata la statua di Maria

Il colpo ai Torrazzi di pomeriggio: una immagine sacra molto amata dai fedeli ma di scarso valore commerciale. In azione più di un ladro: il peso era di 80 chili

3 MINUTI DI LETTURA





Chiese ancora una volta nel mirino, tanto in Appennino, dove i luoghi di preghiera delle piccole frazioni finiscono saccheggiati a causa anche della collocazione isolata, lontani da via vai di persone che in qualche modo possono controllare, quanto in città, persino nel cuore di popolosi quartieri della periferia modenese.

Le chiese sono aperte, il caldo infernale che attanaglia tiene la gente che ancora non è in ferie al riparo nelle case, c’è poco “traffico” in giro a qualsiasi ora. E così per quanto sembri strano i ladri hanno carta bianca anche quando decidono di entrare in azione in pieno giorno, mettendo a segno i loro piani delittuosi, come è stato in questo caso, dalle 15 alle 18.

Ne sanno qualcosa alla parrocchia di Sant’Anna, in via Argentina, al quartiere Torrazzi, la parte che si estende sul lato della Nonantolana verso l’argine, quella popolata di case e molto meno da capannoni industriali e di rivendite.

Qui i malviventi hanno agito indisturbati, trovando la chiesa aperta: sono entrati in azione con ogni probabilità in coppia perchè il loro obiettivo era la statua raffigurante la Beata Vergine Immacolata, alta più di un metro e dal peso di una ottantina di chili.

«È una stato un trauma: l’altro pomeriggio - spiega don Enzo Solieri, parroco di Sant’Anna - sono entrato in chiesa dalla porta dela canonica e con la coda dell’occhio, sulla sinistra, ho avvertito che mancava qualcosa. Non avevo visto la coroncina, l’aureola sopra al capo della statua della Madonna. E allora ho guardato in quella direzione: la statua non c’era più. Solo in drappo celeste del retro e uno spazio vuoto. Ho gridato per il dispiacere».

Al religioso non è rimasto altro che avvertire i carabinieri che hanno effettuato in seguito il consueto sopralluogo e presentare la denuncia del furto subì to. «E pensare che c’era già stata un’avvisaglia. Due giorni prima dalla statua era sparita la collana, il rosario che portava al collo la Vergine. Non l’ho denunciato, non ci ho pensato e d’altra parte non pensavo che si arrivasse a tanto. Questa statua non ha un valore commerciale, in sé è poca roba, è costruita mi sembra in gesso, in finto marmo, ma per noi ha un grande valore: è la statua che è all’interno della chiesa da quando è stata fondata, da una cinquantina d’anni fa. Era una immagine cara a a tutti i parrocchiani, faceva “coppia” con l’altra statua, quella di Sant’Anna, a cui è dedicata la nostra parrocchia, statua che viene portata in processione lungo l’argine, come è nostra tradizione da sempre».

Si indaga dunque. Sistemi d’allarme e videocamere, a parte una telecamerina, collocata all’ingresso della chiesa ma proprio in questi giorni non funzionante, in zona non ce ne sono. Difficile quindi avere delle tracce utili agli investigatori. Il mercato delle statue votive, delle immagini sacre, anche delle opere che hanno poco valore, è sempre fiorente. E i colpi, tra le polemiche, tra le promesse di un auto della polizia davanti ad ogni chiesa, si susseguono. L’’ultimo furto in ordine di tempo di cui abbiamo raccontato è avvenuto giovedì scorso in Appennino, a Sant’Andrea Pelago dove dalla locale chiesa sono state trafugate due statue di terracotta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google