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Cpl Concordia, summit in Prefettura a Modena con il capo dell'Anticorruzione: cassa integrazione ma in sofferenza

di Francesco Dondi
Cpl Concordia, summit in Prefettura a Modena con il capo dell'Anticorruzione: cassa integrazione ma in sofferenza

Il capo dell’Anticorruzione Raffaele Cantone incontra istituzioni, dirigenti e commissari della coop in Prefettura a Modena. Svolta per i lavoratori

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CONCORDIA. Nessun provvedimento clamoroso - non c’era neppure da aspettarselo - ma la necessità di voler fare un quadro dettagliato della situazione di Cpl con focus sull’azienda, i lavoratori e le migliaia di appalti commissariati in tutta Italia, Ischia compresa. Quelli andati in scena nel pomeriggio in Prefettura sono apparsi come una sorta di stati generali, guidati dal prefetto Michele Di Bari e dal presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ossia i due protagonisti del disperato salvataggio della cooperativa di Concordia attraverso l’innovativa strategia dei commissariamenti dei singoli lavori.

Il pomeriggio geminiano di Cantone parte con una visita in procura, accolto dall’ex collega - si conoscono da anni - Lucia Musti. Uno scambio di battute sull’inchiesta relativa a Cpl, ma senza entrare nel merito vista la necessità di mantenere riservate le indagini. Poi il presidente dell’Anticorruzione ha varcato la soglia del palazzo del Principe Foresto in corso Canalgrande dove lo attendevano, oltre al prefetto, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il presidente della Provincia, Gian Carlo Muzzarelli, i sindaci di Concordia, San Possidonio e San Felice, Luca Prandini, Rudi Accorsi e Alberto Silvestri, oltre a tutti i vertici delle forze dell’ordine tra cui il colonnello dei carabinieri Stefano Savo e il questore Giuseppe Garramone e i vari attori istituzionali che guidano Cpl. L’azienda era rappresentata dal presidente Mario Gori, il suo vice Paolo Barbieri e il consigliere delegato Elio Cirelli, affiancati dai quattro commissari ad hoc, che stanno seguendo le vicende sparse in tutta Italia.

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La situazione di Cpl non è delle migliori: ci sono difficoltà economiche, specie legate alla liquidità, ma anche nel garantire la manutenzione ordinaria degli impianti e non per ultimo la situazione occupazionale con una ventina di lavoratori già sospesi da tempo e una prospettiva di almeno 500 esuberi. Ma andiamo con ordine. Sul futuro di Cpl si soffermano i commissari («Qualcosa potrebbe aprirsi»), mentre il presidente Gori liquida i taccuini con un emblematico “no, non ci sono novità. L’azienda ce la farà? Stiamo lavorando”.

Palla quindi al prefetto Di Bari che esclude novità sulla white list che “non è all’ordine del giorno, i tempi li dettano i procedimenti di legalità” e replica immediata di Cantone: «Scelta di competenza del prefetto. Comunque l’interdittiva antimafia è stata emanata solo due mesi fa e quindi occorrono valutazioni». Discorso chiuso almeno per almeno qualche altro mese.

E non a caso l’attenzione si sposta sull’aspetto operativo che il presidente Anticorruzione non esita a definire “complesso”. «Abbiamo analizzato con i commissari la situazione - dice - Magari all’inizio, quando abbiamo scelto il commissariamento, non ci aspettavamo tante difficoltà, ma ora quelle risolvibili sono in gran parte risolte. Cpl ha centinaia di contratti in essere, tutti diversi e quindi tutti con elementi giuridici da approfondire e analizzare». Stavolta è Di Bari ad offrire qualche dettaglio in più: «Abbiamo adottato una serie di provvedimenti allo scopo di tutelare i posti di lavoro. Vogliamo approfondire i dettagli dell’intera vicenda e capire quali altri provvedimenti eventualmente porre in essere. Quali? Tutti hanno invocato la cassa integrazione, ad esempio e giovedì sono stato convocato al ministero del Lavoro a Roma per discutere dell’istanza che l’azienda ha inoltrato sugli ammortizzatori».

Ecco allora il tema più vicino ad una svolta: arriverà la cassa integrazione per potenzialmente 500 persone. Sarà straordinaria e non in deroga e concorreranno Governo e Regione. «Faremo la nostra parte - chiosa il presidente Stefano Bonaccini - A tutti interessa tutelare il lavoro, ma anche quella competenza che Cpl ha. Lavoriamo per quello che è di nostra competenza, mentre tutti auspichiamo la sopravvivenza e il rilancio aziendale». La cassa integrazione è pressoché anticipata dal sottosegretario al ministero dell’Economia, Paola De Micheli. La sua presenza in prefettura non è secondaria, nel governo ha un peso specifico notevole ed essere al tavolo in prima persona è un messaggio chiaro. «Vediamo come andrà il tavolo a Roma, ma il Governo farà la sua parte, vedrete...». Quasi a dire: sugli ammortizzatori sociali ci siamo. È un passo importante - richiesto anche dai sindacati - ma è di fatto un rinviare di qualche mese il problema perché senza lavoro, nonostante l’impegno di tutti, Cpl non avrà vita lunga.

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