«Già dimezzato il numero dei profughi in albergo»
Formigine. L’annuncio del sindaco a una settimana dalla preoccupante rissa «Erano trenta e sono stati dislocati in altri Comuni. Confermo: no ad altri arrivi»
FORMIGINE. «Profughi in albergo dimezzati, confermato il no a nuovi arrivi». Il sindaco Maria Costi ha ribadito una linea ferma sui richiedenti asilo dopo la rissa della scorsa settimana. L’episodio è avvenuto in villa Gandini mentre, a poca distanza, famiglie con bambini erano immerse ne L’ora delle storie assieme ai volontari della biblioteca Matilida. «Abbiamo fatto come a scuola - ha spiegato Costi - per colpa di qualcuno tutti gli altri ci hanno rimesso. Abbiamo fatto con i profughi tanto lavoro per coinvolgerli, anche per questo c’è dispiaciuto l’episodio. C’interessa però soprattutto il senso di sicurezza». Tale constatazione ha subito portato frutto il confronto dell’indomani in Prefettura. Un tavolo in cui s’è discusso, assieme al rappresentante dello Stato Michele Di Bari e a esponenti delle forze dell’ordine, dell’episodio e delle strategie di accoglienza nell’ambito del programma comunitario Mare Nostrum. Costi ha apprezzato la comunità d’intenti con le forze dell’ordine e la soluzione trovata in tempi rapidi. «Abbiamo ottenuto il dimezzamento delle presenze in albergo - ha ripreso il sindaco - e così deve essere. Lunedì mattina ho parlato con l’assessore regionale al welfare Elisabetta Gualmini, condividendo alcune strategie. Il tema è certamente la sicurezza delle persone. I profughi che stanno in un albergo del centro da sei mesi sono impegnati in diversi progetti. L’accoglienza va però colta con un senso di reciprocità». Prima dell’episodio, a Formigine risiedevano 46 profughi. Trenta vivevano nell’albergo, sedici in abitazioni private. La cifra più grande ha così ricevuto un calo. «Sono stati dislocati su altri territori fuori da Formigine - ha garantito Costi - come Modena e San Cesario. Confermo che non ci saranno altri arrivi». L’aver suddiviso i profughi in gruppi più piccoli può attutire il sorgere di contrasti. Tuttavia, tale scelta potrebbe generare maggiori difficoltà nella cooperativa che dal marzo dello scorso anno gestisce per conto della Prefettura i nuovi arrivi di Mare Nostrum. La loro missione è provvedere all’accoglienza e all’inserimento sociale dei beneficiari del programma. «Caleidos segue una logica diversa - ha riconosciuto il sindaco - ma la gestione non compete soltanto alla cooperativa». Per Maria Costi è una questione di equità: «Lo stesso principio richiesto all’Europa deve essere applicato in Italia. Non è possibile che un Paese più generoso debba essere trattato senza equità». Occorre anche meno burocrazia: «Servono dai sei agli otto mesi di solito per aver definito lo status». Dopo l’episodio, la delegazione modenese di Forza Nuova ha proposto d’istituire ronde cittadine. «Siamo riusciti a evitare episodi ben più gravi avvenuti altrove», ha concluso il sindaco.
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