Il futuro dei trasporti? Sui dirigibili
Il nostro ateneo coinvolto nel progetto Maat sull’uso dei velivoli a energia solare
Cosa pensano gli italiani dei dirigibili? Possono essere una valida alternativa di trasporto nel futuro? I progressi di uno studio del nostro ateneo nell'ambito del progetto europeo Maat (Multibody Advanced Airship for Transport ovvero dirigibile avanzato multicorpo da trasporto) ha suggerito la realizzazione di un'indagine su larga scala, estesa al territorio italiano.
«È un’inchiesta unica nel suo genere e davvero originale» commenta con un elogio fatto in casa l’università di Modena e Reggio che segnala il lavoro fatto. Lo studio è stato coordinato dal professor Antonio Dumas del Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria.
Ma come sono stati scelti i 2.858 intervistati? Il campione più omogeneo è rappresentato da 855 studenti universitari dei quattro atenei presi a campione per l’indagine, ovvero Genova e Modena-Reggio al nord, Roma e catania per il centro e il Sud. Gli altri 2003 sono italiani di età superiore ai 16 anni, interpellati telefonicamente.
I risultati? Eccoli. La grande maggioranza dei partecipanti sa cos'è un dirigibile, anche se è notevole la differenza di conoscenze tra i diversi gradi di formazione scolastica. Un terzo circa lo ritiene «un sistema di trasporto relativamente poco sicuro», tanto che solo circa metà del campione, quota che scende a circa uno su tre tra i non studenti, ritiene possa essere usato per il trasporto pubblico e si dichiara disponibile ad utilizzarlo.
Nonostante la resistenza a considerarlo un sistema di trasporto pubblico, l'apertura appare notevole: lo utilizzerebbe per viaggiare il 60% degli intervistati. Un grosso aiuto al gradimento è venuto dalla proposta di un’alimentazione con energia solare e dalla velocità di punta attorno ai 200 km orari. Per ora però si tratta ancora di studi sperimentali che devono essere tradotti in pratica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
