La riforma delle Province adesso è legge
Boschini: «Sfida vera per avere servizi di qualità. Area vasta? Meglio Reggio, ma se non vogliono...»
La Regione ha approvato ieri la legge di riforma del sistema di governo locale con superamento delle Province, nuove competenze per i Comuni. Facciamo il punto col neoconsigliere regionale Pd Giuseppe Boschini.
Cosa cambia in Emilia-Romagna?
«Inizia anche da noi il percorso di superamento costituzionale delle Province, di cui sta discutendo il Parlamento, e si prova a farlo generando riduzione dei livelli amministrativi e semplificazione. Che sono - più che il taglio di qualche stipendio ai politici - la vera domanda che ci viene dalla gente: efficienza e risposte. Per questo aumentano le competenze in Regione - e dovranno essere gestite bene, in modo rapido, efficace, più vicino alla gente- e si ribadisce la centralità dei Comuni, chiamati a lavorare sempre più in modo associato.
Ma davvero si va verso la semplificazione, o rischiamo solo più confusione?
«La sfida vera, e non nascondiamoci che i rischi ci sono».
Un esempio?
«Beh, ad esempio sulla Protezione Civile e la gestione del territorio: un tema importantissimo visti i cambiamenti climatici. Si rafforza l'Agenzia Regionale, e le competenze già delle Province si concentrano in un unico centro decisionale. Se funziona, un sindaco o un cittadino che ha una emergenza dovrà fare una sola telefonata invece di parlare con 5 uffici diversi. Non siamo più nel '900…»
E per il territorio di Modena cosa cambierà?
«Dovremo iniziare ad abituarci a lavorare più con Viale Aldo Moro (la Regione, ndr) e quindi fare più squadra come territorio. Non sarà un passaggio facile. Dovremo fermarci e ragionare davvero su come funzionano le nostre Unioni dei Comuni e in qualche territorio mettere il piede sull'acceleratore delle fusioni, specie tra i comuni più piccoli per mantenere qualità dei servizi ai cittadini».
Ci sono novità per il futuro delle Province? La questione dei dipendenti a che punto è?
«Oggi le Province sono a metà di un guado; a breve la riforma costituzionale e i tagli potrebbero mettere una parola finale. La Regione lavora per garantire i livelli occupazionali. Con la nuova legge, oltre 1000 dipendenti provinciali passeranno in Regione già nel 2016, a gestire competenze che transitano, pur restando a lavorare sui territori».
Allora, che futuro per Modena nella prospettiva delle nuove “aree vaste”?
«Non sono tutto, ma saranno importanti. Resto convinto che associare Modena e Reggio sarebbe la scelta più naturale: abbiamo territori e sistemi simili. Ma se a Reggio guardano a Piacenza, non può funzionare. I nostri servizi strategici (Fiera, Aeroporto…) sono a Bologna, non a Parma. In questo abbiamo esigenze molto simili a Ferrara. In ogni caso relazionarci con Bologna, che è il nuovo baricentro». (d.b.)
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