Precari e disoccupati aumentano a quota 6745
I dati del distretto aggiornati a oggi. Nel 2014 erano 6273. I lavoratori in mobilità sono invece diminuiti di oltre 200 unità. Saldo positivo per le nuove aziende
Sono ancora in aumento i disoccupati, inoccupati o lavoratori precari nel distretto ceramico. I dati forniti dal Centro per l'impiego all'assessorato al lavoro del Comune di Sassuolo, aggiornati a luglio, indicano che gli iscritti dell'area di Sassuolo (che include tutti i Comuni dell'Unione del distretto ceramico) sono 6.745, in aumento rispetto agli anni precedenti (nel 2014 erano 6273; nel 2013, 5584). Va detto che il dato include anche chi ha occupazioni precarie e quindi si è iscritto al Centro per l'impiego per cercare maggiore stabilità.
Secondo le tabelle, sono invece in netto calo i lavoratori in mobilità e in cassa integrazione: ne risultano rispettivamente 1.238 e 211 nel 2015, rispetto a cifre ben diverse negli anni precedenti: nel 2014 i lavoratori in mobilità nel distretto erano 1.466, quelli in cassa 1.192. Questi numeri fanno ritenere che purtroppo, parte di questi lavoratori siano passati dalla fase degli ammortizzatori sociali a quella della disoccupazione al termine dei periodi di sostegno. Bisogna ancora aspettare insomma per vedere gli effetti di quella che pare una ripresa produttiva (confermata dai dati almeno nei settori principali, quelli della ceramica e dell'impiantistica) sull'occupazione. Il dato relativo alle imprese in effetti è positivo: considerate tutte insieme, industriali, artigianali e commerciali, sono in saldo attivo le imprese sassolesi attivate rispetto a quelle cessate (358 contro 335). Sempre con riferimento alla sola Sassuolo, sono 4.366 le imprese attive, con 17mila addetti, mentre nel distretto sono oltre 11mila con 49mila addetti. Se ci limitiamo alle imprese artigiane, escludendo dal conto quelle industriali o commerciali, ne contiamo a Sassuolo 1.290 con 3.325 addetti, a conferma della dimensione prevalentemente piccola di queste attività, che in media hanno quindi non più di tre o quattro dipendenti. Non sono numeri in grado di consolare chi attende la ripresa occupazionale. Anche perché il rapporto Excelsior dedicato alle aspettative riguardo ad assunzioni e aumenti di organico delle imprese, ritiene che saranno poco più di 3mila i lavoratori assunti nell'intera provincia nel secondo trimestre (comunque il 27 per cento in più rispetto allo stesso trimestre 2014); e di questi meno di 2500 saranno dipendenti, gli altri saranno ancora contratti interinali o a progetto. E anche degli assunti, più della metà sarà a tempo determinato.
Fra l'altro il problema resta complicato per le categorie più deboli del lavoro: si cercano infatti 600 lavoratori qualificati nell'industria (dirigenti, specialisti e tecnici), 700 professionisti qualificati nel commercio, i lavoratori non qualificati o le professioni impiegatizie nel totale ammontano complessivamente solo al 22 per cento. Per molte figure le imprese dichiarano di aspettarsi difficoltà a reperirle e quindi il dato degli assunti potrebbe anche calare ancora. E solo il 30 per cento potrebbero essere potenziali assunzioni di donne o di giovani sotto i 30 anni. Per invertire la tendenza della crisi occupazionale insomma, c'è ancora tempo.
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