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«A Natale 50 chiese in sicurezza totale»

di Carlo Gregori
«A Natale 50 chiese in sicurezza totale»

Furti a Modena e provincia: Don Benassi: «Molte sono ancora indifese, altre hanno impianti vecchi. Un piano combinato per allarmi e videocamere»

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MODENA «Sì è vero, il nostro patrimonio artistico e oggettistico è vulnerabile ai furti per molti motivi, soprattutto per la mancanza di allarmi adeguati. Ma ora abbiamo messo a punto un piano di installazione di impianti di sicurezza sofisticati, sia di allarme che di videosorveglianza, che presto interesseranno un gran numero di edifici ecclesiastici della provincia».

Don Luciano Benassi, delegato diocesano per i beni artistici e culturali di Modena e Nonantola, riconosce che il problema della tutela dei beni dentro le chiese - beni ecclesiastici ma anche artistici - è arrivato a una fase acuta. L’ultimo caso: il furto sacrilego della statua della Vergine alla chiesa di Sant’Anna ai Torrazzi.

Ma ora sta iniziando un intervento massiccio di installazioni di impianti che per Natale sarà a buon punto.

Don Luciano, che è anche parroco di Fiumalbo, paese flagellato dai furti ecclesiastici, riconosce che San Vicenzo - la chiesa di corso Canalgrande dove è stato rubato il quadro del Guercino - ha problemi tutti suoi, nati dopo il terremoto quando San Biagio, edificio comunale, non era fuori uso e anche dal fatto che l’allestimento e l’impianto di sicurezza sono stati montati dalla Fcrm.

«Il problema dei furti nelle chiese è una priorità e oggi siamo arrivati a inventariare l’80% dei beni che custodiscono, dalle opere d’arte in giù. Quanto alla sicurezza in realtà è stato fatto molto. Grazie ai contributi della Provincia, anni fa sono stati montati impianti di sorveglianza ma oggi sono obsoleti e vanno cambiati. Poi ci sono altre chiese che non hanno niente. Bisogna considerare che a Modena ci sono 420 chiese sotto i parroci e ogni parroco la cura autonomamente».

Don Luciano ha iniziato a occuparsi da tempo di questo problema. Carta e penna, forte di consulenze di esperti di sicurezza e di finanziamenti bancari, ha steso una lista di chiese da proteggere e ha messo insieme un piano per unire il meglio della tecnologia con una spesa ragionevole.

GLI IMPIANTI DI SICUREZZA «Ora stiamo montando impianti di sicurezza di ultima generazione che prevedono le videocamere e l’allarme insieme. Non sono per niente facili da difendere, le chiese: ricordiamoci che sono aperte al pubblico e che tra i fedeli ci possono essere ladri. Perciò la sorveglianza si fa molto complicata. In ogni caso, abbiamo messo a punto questo progetto già partito per proteggere le chiese e i loro beni».

«Per Natale contiamo di avere già reso sicura una cinquantina di chiese in città e provincia».

L’alternativa, spiega il sacerdote, è affidare le opere preziose al museo diocesano. «Ma questa sarebbe una sconfitta per tutti noi, parroci e fedeli. È giusto che le opere più importanti e preziose restino alla loro comunità di origine piuttosto che rinchiuderle in un museo, per quanto ben tenuto».

Resta poi aperta la questione delle cinque chiese del Comune di Modena, ancora da dotare di impianti si sicurezza: il sindaco ha spiegato che il progetto diventerà operativo solo dopo che saranno terminati i lavori per la risistemazione degli edifici, tutti colpiti dal sisma del 2012. E il Guercino? Le indagini del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico dei carabinieri proseguono sotto traccia. Finora nessun esito evidente, tanto meno dalla perquisizione compiuta in settembre in viale Verdi.

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