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Bonaccini promette: «Nessun aumento per le tasse nel 2016»

di Marcello Radighieri
Bonaccini promette: «Nessun aumento per le tasse nel 2016»

Dal Patto per il lavoro all’arrivo di due miliardi e mezzo «Obiettivi centrati su occupazione e fondi europei»

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Sono stati «mesi impegnativi», durante i quali «abbiamo lavorato dal lunedì alla domenica, come è giusto che sia». E, alla fine, «siamo riusciti a fare più cose di quelle che speravamo».

Stefano Bonaccini stila un primo bilancio. Ad un semestre esatto dal suo insediamento ufficiale al vertice della Regione – lo scorso 26 gennaio – è giunto il momento di dare un’occhiata al programma elettorale, vedere quante promesse sono state mantenute e, perché no, togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Alla fine, stando a sentire il Governatore, ne esce un quadro più che positivo, perché «abbiamo portato a casa tutto quello che volevamo fare, e anche qualcosa in più». «Per carattere– si schernisce – non sono mai soddisfatto». Ma Giunta ed Assemblea hanno lavorato bene. Soprattutto, hanno lavorato speditamente, all’insegna della “#velocità” decantata in campagna elettorale.

«Perché oltre al rigore morale e all’onestà», spiega Bonaccini, il riavvicinamento dei cittadini alla politica passa anche per «l’ottenimento di risultati in tempi ragionevoli». Risultati che il Presidente sintetizza in un lungo elenco. A partire dal vero e proprio mantra della sua campagna: l’occupazione. E quindi dal Patto per il lavoro – che punta, forte dello stanziamento di 15 miliardi di euro da qui al 2020, a dimezzare la disoccupazione (portandola al 4,5%) - approvato pochi giorni fa, grazie al quale il Governatore può prendersi una rivincita su quanti, in campagna elettorale, avevano sorriso. Non credendo, evidentemente, che «saremmo riusciti a farlo in tempi così brevi e soprattutto con la firma di tutti». In seconda battuta, arriva un altro dei “fiori all’occhiello” della Giunta. E cioè, arrivano i 2 miliardi e mezzo di Fondi Europei ottenuti «a pochi mesi dall’insediamento».

Un risultato che Bonaccini ha sottolineato a più riprese, e che permetterà di destinare 482 milioni di euro al rafforzamento delle imprese, alla crescita dell’export e alla cultura. O, ancora, arriva l’Expo, su cui l’ente regionale sembra puntare molto per «valorizzare a livello internazionale le eccellenze che contraddistinguono il territorio». Sull’evento milanese sono investiti 7 milioni di euro – il doppio rispetto a quanto previsto in un primo momento. Un investimento, si precisa, che dovrà essere valutato sui prossimi anni. «Credo veramente che l'Expo potrà segnare un fatto importante e che avremo una ricaduta che potrà essere misurata». Ma nel calderone finisce di tutto: dal programma regionale di sviluppo rurale al piano per la riduzione delle liste d’attesa, passando per la legge sull’inclusione di Rom e Sinti, la sburocratizzazione nella ricostruzione post sisma e il taglio di 15 milioni di euro sui costi della politica e dell’amministrazione. E ci scappa anche qualche promessa. Ad esempio, nel 2016 «non aumenteremo di un euro le tasse», come del resto già promesso e mantenuto per l’anno in corso. Ridurle sarà più difficile, anche se Bonaccini non lo esclude a priori: «Vedremo in corso d’opera se ci saranno i margini». Tra le priorità del prossimo semestre, poi, compaiono anche l’impegno ad approvare il Piano regionale sui rifiuti e la riforma del sistema di governo territoriale. Sulle aree vaste, in particolare, Bonaccini precisa di non voler produrre un nuovo «neocentrismo regionale».Un modo per dire che «spetta ai territori decidere come aggregarsi. La Romagna è ormai già pronta, Ferrara sembra intenzionata a guardare a Bologna». Il vero problema arriva sul fronte emiliano, dove Modena fatica a trovare ospitalità, con una Reggio più interessata a guardare verso ovest. «Decideranno loro. L’importante è che non si blocchi il processo di aggregazione». «Entro l’anno, poi, vorrei veder chiusa qualche partita sulle grandi infrastrutture», a partire dalla Cispadana. Certo, non è tutto oro quello che luccica. Ci sono anche i capitoli “spinosi”, capaci di suscitare non poche polemiche. Su tutti, il via libera alle nuove attività di esplorazione ed estrazioni di idrocarburi. «Le indagini scientifiche hanno fugato ogni dubbio sulla sicurezza».

E in ogni caso, aggiunge Bonaccini, «le aziende concessionarie dovranno attenersi a stringenti Linee guida». C’è anche tempo per qualche ringraziamento. Quelli “di rito”, dovuti a Giunta e maggioranza. Ma anche quelli - tutt’altro che scontati – rivolti alle opposizioni. Che hanno sempre mantenuto un certo «rispetto per le istituzioni».

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