Due multe a una disabile, controllore Seta sotto accusa
Ancora una volta controllori e autisti degli autobus sotto accusa. La vicenda, in due puntate, risale al 6 e al 22 luglio scorsi e a raccontarla è Valentina Pensato, 31enne che lavora presso un’attivi...
Ancora una volta controllori e autisti degli autobus sotto accusa. La vicenda, in due puntate, risale al 6 e al 22 luglio scorsi e a raccontarla è Valentina Pensato, 31enne che lavora presso un’attività commerciale di Modena.
«Ho una sorella disabile - dice Valentina - che ha 44 anni e a prima vista potrebbe apparire normale perchè non presenta particolari handicap fisici. Ma chiunque, dopo pochi istanti che le parla, è in grado di rendersi facilmente conto delle sue disabilità di altro tipo. Per raggiungere il centro di cura che la segue alla mattina sale sull’autobus di Seta della linea 3 e per questo le paghiamo l’abbonamento. Il giorno 22 scorso arriva a casa, dove abita con nostra mamma, piangendo disperata e raccontando quello che era successo sull’autobus».
«Solo in quel momento - continua Valentina - siamo venute a conoscenza dell’antefatto di un paio di settimane prima, esattamente il giorno 6. In quell’occasione il controllore del bus le aveva contestato l’abbonamento effettivamente scaduto: non ci eravamo rese conto di questo problema perché sulla tessera è scritto “scadenza giugno 2016” ma con riferimento alla scadenza della tessera e non dell’abbonamento periodico. Errore nostro, quindi nulla da eccepire. In ogni caso il controllore le rilascia il verbale della multa. Mia sorella a casa non dice nulla e così si arriva al giorno 22».
E qui il racconto diventa particolare e si presta a svariate interpretazioni riguardo il comportamento del controllore e dell’autista. «Accade che il 22 - dice Valentina - lo stesso controllore, sullo stesso autobus e alla stessa ora, più o meno le 12.30, le contesta che l’abbonamento ovviamente non è stato regolarizzato, appunto perché ancora non ne sapevamo nulla. Il controllore chiede i documenti, mia sorella si rifiuta di esibirli e lui dice all’autista di fermare l’autobus per farle il verbale e farla scendere. A quel punto mia sorella, poverina, vedendo la multa tira fuori quella di due settimane prima come per dire “ma guarda che me l’hai già data”. Il controllore e l’autista non si scompongono, viene redatto il secondo verbale copiando i dati dalla multa precedente ma almeno non la fanno scendere: sarebbe stato un disastro perché, per capirci, mia sorella a piedi non è in grado di tornare a casa. Così arriva a casa piangendo e racconta tutto».
Ora Valentina correttamente chiarisce: «Dobbiamo pagare 162 euro e, se inevitabile, pagheremo. Ma la vicenda mi sembra comunque grave. Un accanimento del genere verso una persona palesemente disabile non saprei come commentarlo. Piuttosto credo che Seta dovrebbe sensibilizzare e preparare meglio il proprio personale per queste situazioni. Non solo: ho chiamato il numero verde per reclamare e mi hanno detto che l’unica cosa era compilare un modulo on line. Complimenti a Seta».
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