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Fiom accusa Ferrari: «Tutela gli investitori più dei lavoratori»

Fiom accusa Ferrari: «Tutela gli investitori più dei lavoratori»

Il segretario Pizzolla: «I documenti per entrare in Borsa confermano i nostri dubbi. Le istituzioni intervengano»

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Le recenti dichiarazioni di Sergio Marchionne sul futuro del Gruppo Fca e soprattutto dell’azienda Ferrari e sul suo ingresso in Borsa, oltre ai documenti ufficiali riguardo le operazioni finanziarie, hanno suscitato la reazione di Cesare Pizzolla, segretario generale di Fiom Cgil Modena, che lancia una serie di accuse allo stesso Marchionne e lancia dubbi sul futuro aziendale.

«Si apprende dalla stampa - dice Pizzolla - che nei documenti prodotti dalla Fiat-Chrysler per le autorità USA in vista della quotazione alla Borsa di New York sono inseriti elementi che tutelano maggiormente gli investitori a discapito dei lavoratori. Tali notizie confermerebbero il predominio della finanza sul lavoro. Viene tratteggiato un disegno per cui tutte le azioni aziendali puntano all'aumento dei dividendi degli azionisti, arrivando addirittura a prevedere la possibilità di spostare le produzioni di Ferrari in località alternative a Maranello. In caso di inflazione salariale e di agitazioni sindacali, la Ferrari potrà prevedere la possibilità di cercare luoghi di produzione alternativi. Questo confermerebbe la volontà di cancellare i contratti collettivi, proseguendo la strada intrapresa negli ultimi anni di fare richieste sempre più pressanti per avere norme legislative sul lavoro più funzionali al mercato con relativa riduzione dei diritti dei lavoratori, comprendendo norme orientate alla eliminazione del diritto allo sciopero».

«Mettere sullo stesso piano i disastri naturali come terremoti, incendi, inondazioni, uragani, guerre, attacchi terroristici e pandemie - afferma ancora il sindacalista Fiom - alle agitazioni sindacali e all'aumento della buste paga dei lavoratori conferma che la visione strategica di Marchionne non è quella di un industriale, ma piuttosto quella di un navigato finanziere che costruisce il suo compenso non sulla qualità del prodotto realizzato, ma sul mero riscontro economico in Borsa. C’è la conferma che l'idea contrattuale insita nelle notizie di stampa è in continuità con la logica con cui Fiat e le altre organizzazioni sindacali hanno sottoscritto negli ultimi anni i contratti. Alla luce di queste valutazioni si impone al Governo italiano e alle istituzioni locali una presa di posizione che tolga qualsiasi ambiguità sulla permanenza della Ferrari a Maranello. In settembre la Fiom è intenzionata ad organizzare un'assemblea pubblica invitando tutti i soggetti istituzionali coinvolti, a partire dai parlamentari modenesi, per discutere del futuro produttivo a Modena di Ferrari, ma anche di Maserati».

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