Il “Giusti fra le Nazioni” alla famiglia Andreoni
L’ambasciatore israeliano ha consegnato il riconoscimento agli eredi di Gildo alla presenza di Emma Bona Valabrega che venne salvata con i genitori
FANANO. Una cerimonia così rimarrà nella memoria di tutti per molto, molto tempo. E del resto la circostanza era a tutti gli effetti storica: è stata mobilitazione istituzionale delle grandi occasioni ieri mattina al museo di Trignano (Fanano) per il conferimento del riconoscimento di “Giusti fra le Nazioni” ai discendenti degli Andreoni di Ospitale che negli anni della persecuzione razziale salvarono una famiglia ebrea, i Valabrega di Bologna, da morte certa.
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Un omaggio fatto in modo particolare a quel Gildo che, insieme alla sorella Rosa e alla mamma Elisa Muzzarelli, fece di tutto per proteggerli arrivando anche a consegnarsi ai tedeschi per evitare perquisizioni in casa. Una storia di coraggio, umanità e generosità senza eguali, che ha richiamato anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, il prefetto Michele Di Bari, il presidente dell'Unione del Frignano Romano Canovi, la consigliera regionale Luciana Serri, il sindaco di Montecreto Leandro Bonucchi nonché i vertici di polizia municipale e carabinieri e altre autorità. E dall'altra parte c'erano loro, i grandi attori della storia, a partire da Gioiello e Riccardo Andreoni, i figli di Gildo che hanno ricevuto dalle mani dell'ambasciatore israeliano Dan Haezrachy la medaglia ufficiale. E poi ovviamente Emma Bona Valabrega, ultima rappresentante della famiglia che visse quella fuga drammatica, accorsa insieme a una schiera di parenti, tra cui Marco e Daniele che in apertura hanno eseguito a violino una melodia scritta dal nonno Cesare, musicista di eccezionale spessore che collaborò anche con l'Eiar (l'ente antesignano della Rai) prima di essere costretto insieme alla moglie Carla e ai loro figli piccolissimi a una vita di espedienti in fuga da Bologna. A Ospitale di Fanano trovarono un'accoglienza straordinaria che permise loro di vivere un anno protetti prima dell'avventurosa fuga la notte del 1° novembre 1944 attraverso la Linea Gotica, durante una tormenta. «Siamo orgogliosi di potere dare onore a chi non l'ha mai cercato, facendo tutto in silenzio», ha sottolineato il sindaco Stefano Muzzarelli in apertura di un discorso molto intenso. «D'altronde il bene si fa ma non si dice, e quello della famiglia Andreoni è stato un gesto unico di bene e giustizia. Loro non si girarono dall'altra parte, non caddero preda dell'indifferenza come gli altri, magari brave persone che però non fecero nulla in quei giorni drammatici. Ed è una lezione sempre attuale perché anche oggi abbiamo bisogno di salvarci dall'indifferenza». «Ci sono già dieci modenesi fra i Giusti dello Yad Vashem - ha ricordato Bonaccini – e nell'onorare gli Andreoni voglio ricordare la frase finale di Schindler's List: chi salva una vita, salva il mondo intero. Loro lo hanno fatto». «Gli Andreoni corsero tanti pericoli per noi – ha sottolineato emozionatissima Emma Valabrega – e Gildo si consegnò per salvarci. Ma questa medaglia credo che in qualche modo vada a tutta la comunità di Ospitale, che non rivelò mai a nessuno la nostra presenza». «Il riconoscimento di Giusto è unico e particolare – ha sottolineato l'ambasciatore Dan Haezrachy – ed è per chi nel male assoluto fu capace di conservare umanità nel senso più nobile». Emozione vera al momento dell'attribuzione ufficiale, con Gioiello Andreoni che ha interrotto il discorso per la commozione. E a coronamento di tutto, una splendida rappresentazione teatrale di questa storia indimenticabile da parte degli studenti della 3C, frutto del lavoro con la prof Caterina Muzzarelli.
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