«Legacoop impegnatissima per Open.Co»
Il direttore Gianluca Verasani fa il punto sulle attività in corso per salvaguardare i posti di lavboro
Tutte le proposte che arriveranno per salvare Open.Co, il soggetto nato un anno fa dalla fusione di Coop Legno Castelvetro e della reggiana Cormo, ora in concordato preventivo, saranno ben accette e analizzate attentamente e la questione è sotto i riflettori di Legacoop. Lo afferma Gianluca Verasani, direttore di Legacoop Modena, dopo le sollecitazioni arrivate dal vice presidente di Open.Co, Erio Cavazzoni, per cercare di salvare gli oltre 500 posti di lavoro a rischio dopo che il processo di riorganizzazione di Open. Co e della ferrarese Lavoranti Legno non è andato in porto.
Per domani il sindacato Fillea Cgil ha indetto un nuovo sciopero di 8 ore in concomitanza con il tavolo di crisi convocato presso la Regione.
I lavoratori di Open. Co e della ferrarese Lavoranti Legno sciopereranno uniti per l’intera giornata di fronte alla sede di Legacoop regionale: «Prendiamo amaramente atto del più totale silenzio» - dice Fillea regionale. Al termine dell’incontro in Regione è possibile si tenga un’assemblea per informare gli addetti dell’esito del tavolo di confronto. «La questione Open. Co non è assolutamente caduta nel dimenticatoio. Ci stiamo lavorando ed è sicuramente il primo tra i pensieri che abbiamo oltre a Cpl - spiega Verasani - Sappiamo di avere pochissimo tempo a disposizione per decidere il da farsi e non ci sono tante risorse ma non abbiamo ancora alzato bandiera bianca. La cabina di regia è a livello regionale, ma, ovviamente, anche Modena si sta impegnando con assiduità per ricercare una soluzione: sul tema Open. Co facciamo un incontro al giorno e l’ultima riunione c’è stata lunedì sera. La situazione non è semplice sia per le dimensioni dell’impresa sia per la gravità della crisi: nel serramentistico è venuto a mancare il mercato».
Quanto serve per salvare Open.Co? E cosa ne pensa di scinderla per ricreare Cormo e Coop Legno come realtà distinte, seguendo il suggerimento di Cavazzoni?
«Dipende - dice Verasani - dalla soluzione che si trova sulla base degli input provenienti dalla cooperativa. Sul dividere Cormo da Coop Legno sono perplesso: la situazione precedente alla fusione era di gravissima difficoltà. C’erano motivi ben precisi per unire le due cooperative. Ovvero, provare a creare sinergie e risparmi. Tutto il progetto si reggeva sulla possibilità di stare sul mercato e sulla ripresa. Purtroppo il mercato delle abitazioni e del serramento non ha dato segni di risveglio. Devono decidere i dirigenti della coop che non sono soggetti passivi».
Quali sono le soluzioni più immediate per mettere a riparo i posti di lavoro?
«Bisogna salvaguardare i lavoratori tramite ammortizzatori sociali che garantiscano una copertura di lungo periodo degli addetti che non possono subito trovare collocazione nel processo riorganizzativo».
Serena Arbizzi
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