Rivive Palazzo Solmi, sarà sede del Comune di Modena
Viaggio nell’edificio che risale al ’500, in passato sede del cinema Ambra, oggi della Soprintendenza: spesi quattro milioni per il restauro, ieri primo sopralluogo
MODENA. Eccoli gli oltre 2mila metri dello storico Palazzo Solmi, chiuso da decenni e in parte restaurato, dove il Comune dovrebbe trasferire nei prossimi anni parte dei propri uffici. Tutto per ora non ufficiale, perché il sindaco-presidente della ex Provincia Muzzarelli potrebbe anche decidere di trasferirvi la Prefettura in modo che l'edificio di viale Martiri diventi per intero sede dell'ente provinciale.
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Uffici pubblici. Quel che è certo è che Palazzo Solmi – origini nobili nel XVI secolo, fino al 1975 sede del cinema prima Vittoria e poi Ambra – conterrà uffici pubblici per cui la Gazzetta ha compiuto un viaggio nello stabile. Da molti anni non si vedevano questi saloni e solo gli ultraquarantenni, proprio per la presenza del cinema che poi divenne a luci rosse prima della chiusura definitiva, ricorderanno alcuni prestigiosi angoli del piano nobile che affaccia su via Emilia nel tratto compreso tra le laterali Badia e Carteria. L'edificio, oggi in uso alla Soprintendenza, contiene infatti una antica scala elicoidale e stucchi di gusto rococò su soffitti e pareti, una sala con boiserie in legno antico e soprattutto il salone degli Specchi.
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La nostra visita. La visita della Gazzetta si conclude proprio qui: il salone oggi, dopo il restauro concluso nello scorso anno, ricorda la magnificenza del passato. Lo sfarzo, lungo le pareti alte oltre cinque metri, è dettato dal fatto che ai finestroni su via Emilia si alternano aree per gli antichi specchi e pannelli dorati. Non mancano decorazioni sulle porte e soprattutto un soffitto affrescato con numerose figure. Si comprende come qui si tennero anche memorabili spettacoli teatrali tra il 1751 e il 1787, dal Molière di Carlo Goldoni alla Secchia Rapita di Tassoni con musiche di Antonio Salieri e libretto di Giovanni Boccherini. Insomma, uno spazio bellissimo e meritevole di grandi cure, ma tutti gli spazi pubblici, a partire dal cortile centrale che immette nell'antica entrata del cinema, sono interessanti. Entrando si accede a sinistra a una serie di sale con saltuarie decorazioni antiche e cassettoni recuperati in ampia parte. Salendo al piano nobile gli spazi a disposizione si allargano, notevoli quelli che affacciano su un arioso loggiato.
Lavori oltre i 4 milioni. Resta ora da comprendere quanto il Comune intenderà realizzare se il palazzo passerà all'ente locale dallo Stato. La soprintendenza infatti ha finora eseguito lavori per 4 milioni e 300mila euro, esaurendo i fondi: nel 2001 la riqualificazione della boiserie in legno, mentre nel 2006-2014 l'ex soprintendente beni architettonici Luciano Serchia si è dedicato con entusiasmo al resto. Ma mancano parte degli impianti, pavimenti, rifiniture. Insomma servono milioni da parte del Comune che già ha piccole proprietà nel palazzo. Chissà se ora davvero la parte pubblica di Palazzo Solmi – diviso in 5 lotti condominiali con tre amministratori diversi – diverrà sede unicamente di uffici. Si tratta di uno dei principali palazzi storici della città, in passato appartenuto anche alle famiglie Rangoni e Bellentani, vincolato dalle belle arti e degnissimo per ospitare in parte anche luoghi espositivi.
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