Gazzetta di Modena

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«Sono il miracolato della pallottola»

di Daniele Montanari
«Sono il miracolato della pallottola»

Serramazzoni. Il trentenne: «Correvo e ho sentito un colpo alla testa. Sono corso a casa. In ospedale ho rimesso il bossolo». Le indagini

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SERRAMAZZONI. A volte la parola “miracolato” si usa in modo un po' improprio, per casi singolari ma non eccezionali. Non potrebbe esserci però termine più adatto per riferirsi a C.A.P., il 30enne colpito lunedì all'alba da un proiettile mentre faceva jogging in via per Pompeano.

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La pallottola gli è entrata nella nuca senza ledere nervi, muscoli e soprattutto la spina dorsale. Sarebbe bastato davvero un niente, pochi millimetri per arrivare alla tragedia o comunque al dramma. Invece martedì sera il giovane è stato dimesso dal Policlinico e ieri mattina era lì a casa sua a Pompeano ancora visibilmente scosso per l'accaduto ma in piedie con la voglia di superare presto anche gli ultimi strascichi della ferita. Davvero impressionante a vedersi: un foro rotondo all'inizio della mandibola, dove c'è il dente del giudizio. Da lì il proiettile è entrato, per essere espulso nella maniera più naturale: «Ero lì con i medici che stavano discutendo su come operarmi – racconta – quando mi sono sentito qualcosa in gola, ho tossito forte e la pallottola mi è uscita dalla bocca. Così non c'è stato bisogno di niente, per fortuna». Già, fortuna nella fortuna, a fronte di un episodio che ha dello sconvolgente: «Ero uscito verso le 6 per fare un po' di corsa – racconta - da casa mia sono arrivato in via per Pompeano, mi sono diretto verso Serra e ho passato a sinistra il laghetto entrando nel tratto di strada circondato dal bosco. Poi ho sentito un colpo terribile, una botta alla testa e ai denti, e mi sono accasciato a terra, intontito e assordato. Quando mi sono ripreso un attimo ho visto che perdevo un po' di sangue dietro al collo e sono tornato a casa. E li, sconvolti, abbiamo capito: era stata una pallottola. E subito via al Pronto Soccorso».

IN OSPEDALE Prima Pavullo e poi il Policlinico, dove è stato trattenuto una giornata in osservazione. Dovrà tornare dai dottori nei prossimi giorni per controlli, ma il decorso finora sembra regolare. Ma resta aperta la ferita nell'anima: «Non so chi sia stato, io non ho problemi con nessuno e non credo che nessuno volesse uccidermi. Spero, voglio credere che sia stato un incidente, un colpo partito per sbaglio a qualcuno». Un ragazzo tranquillo, in cerca di lavoro e adesso soprattutto di pace, più che altro per dimenticare perché da capire in realtà c'è poco: un gesto semplicemente sconsiderato di qualcuno che si è messo a sparare a pochi metri dalla strada in mezzo al bosco. Altrimenti il colpo non lo avrebbe assordato. Probabilmente neanche un cacciatore, perché non siamo in stagione ed è difficile usare pallottole così per la caccia. Le indagini dei carabinieri procedono a tutto campo, con l'ipotesi dell'incidente al momento quale pista più accreditata. Comunque è stata una follia, perché la strada in quel tratto che precede la borgata della “Barbona” è sempre percorsa da mezzi, anche agricoli, e persone, tra cui molti escursionisti in questa stagione. E un proiettile poteva colpire a qualunque ora del giorno.

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