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Cpl, il ministero studia la “cassa” più idonea

Cpl, il ministero studia la “cassa” più idonea

Nulla di fatto dal vertice romano di ieri per gli ammortizzatori sociali da applicare alla cooperativa

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Il vertice di ieri presso il ministero del lavoro sui problemi di Cpl Concordia si è concluso con una nota diffusa dallo stesso ministero in cui si dice che «il ministero del lavoro si è impegnato a effettuare con la massima sollecitudine tutti gli approfondimenti necessari al fine di dare una risposta certa circa gli ammortizzatori sociali utilizzabili ed il percorso più idoneo per attivare le tutele a favore dei lavoratori, così da favorire la continuità occupazionale e la pronta e completa ripresa dell'attività produttiva».

Delusione per chi attendeva maggiori certezze dopo l'incontro tenuto in prefettura a Modena. Non è ancora stato trovato un quadro di ammortizzatori adatto alla vicenda di Cpl determinata dalle bufere giudiziarie, metanizzazione di Ischia in primo luogo. La cassa in deroga regionale non funziona, in considerazione degli addetti sparsi in tutta Italia del colosso cooperativo, la cassa ordinaria era stata annunciata inizialmente ma è subito rientrata: la cassa integrazione straordinaria potrebbe apparire lo strumento giusto, ma a quanto pare ancora non è stata individuata la soluzione definitiva. E questo nonostante un certo pressing sindacale sul ministro Giuliano Poletti negli ultimi tempi.

Non a caso nessuna sigla sindacale per ora si è sbilanciata sull'esito del summit romano, che appare un nuovo nulla di fatto al di là delle promesse di attenzione.

All'incontro presieduto dal capo di gabinetto del ministro del lavoro, coadiuvato dal segretario generale dello stesso ministero, c'erano il capo della segreteria tecnica e i direttori generali della tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali e degli ammortizzatori sociali ed incentivi all'occupazione. Hanno partecipato di Bari e i vari commissari da lui nominati, l'assessore regionale al lavoro Palma Costi, il sindaco di Concordia Luca Prandini, il presidente e il consigliere delegato della cooperativa, Mauro Gori ed Elio Cirelli, oltre ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Questi ultimi hanno chiesto l'accesso alla cassa straordinaria su scala nazionale, per «garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali e di non disperdere le professionalità altamente specializzate».

Dirigenti e commissari hanno invece evidenziato «le criticità aziendali anche preesistenti al provvedimento di interdittiva» ma hanno anche segnalato «il patrimonio tecnologico dell'impresa e gli elevati livelli professionali dei lavoratori, la cui età media risulta peraltro contenuta entro i 40 anni di età», continua il ministero nel suo report. Il prefetto ha insistito sulla salvaguardia del lavoratori anche per scongiurare tensioni sociali. La Regione Emilia Romagna ha auspicato di riscontrare presto «le condizioni per un rapido recupero produttivo anche in considerazione delle difficoltà del bacino territoriale già colpito dagli eventi del sisma del 2012», dove Cpl è insediata.

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