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Gli orari non convincono tutti

Gli orari non convincono tutti

I bagnanti: «Il verde potrebbe essere tenuto meglio e c’è troppa confusione»

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MODENA. Un pubblico di tutte le età. Nelle varie ore del giorno e della sera si alternano centinaia, se non migliaia di persone. Ce ne accorgiamo già dall’ingresso. Un gruppo di sei bambini sta giocando, seguito da una mamma, nell’area giochi. Un’altra donna più avanti accompagna fuori la giovane figlia dopo una nuotata. Sono da poco passate le otto del mattino e c’è chi s’è alzato molto presto per mettersi in movimento. Negli spogliatoi maschili i commenti sono per di più positivi.

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«Con questo caldo ci vuole», assicura un signore sulla cinquantina. «Peccato che l’acqua sia calda», aggiunge un altro, di qualche anno più giovane. Non si registra nessuna lamentela per le condizioni degli spogliatoi e in fondo non ce ne sarebbe motivo. L’unico segno che magari stona è il nero su qualche mattonella, lasciato da qualche ciabatta non asciutta. I timori riscontrati all’inizio sulla sicurezza possono risultare infondati. Quasi nessuno decide di lasciare i propri oggetti personali all’interno degli armadietti. La maggior parte dei nuotatori sceglie di portarli con sé a bordo vasca.

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Diverse anche le motivazioni per concedersi un’oretta, più o meno, di sport in acqua. C’è chi va prima di andare a lavoro e chi, invece, un lavoro non l’ha e decide di ripartire dalla cura della propria salute. La scelta degli orari non convince tutti. Ce n’accorgiamo parlando con una ragazza una volta usciti: gli spogliatoi, come da tradizione, sono separati. «È incredibile - spiega - che la sera nei weekend si finisca così presto. Sono abituata in altri impianti, anche della provincia, a nuotare molto di più la sera. L’altra domenica, saranno state le 19, ho sentito una comunicazione in cui si diceva che gli impianti stavano per chiudere. Ho chiesto quanto tempo avessi ancora? “Massimo venti minuti”, mi è stato risposto».

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Come detto, il problema sembra superato a partire da questo fine settimana. Suggerimenti critici giungono sul versante dell’ambiente. «Il verde potrebbe essere tenuto meglio - aggiunge un’altra bagnante - e in generale c’è troppa confusione. In altri impianti c’è magari più tranquillità». Il secondo è un incidente di percorso forse inevitabile nella più grande piscina cittadina, mentre il primo dipende soprattutto dalla civiltà di cui frequenta il luogo. Bastano piccoli comportamenti corretti per mantenere tutto nello stato migliore. Diversi i luoghi per socializzare. Se non c’è la necessità di sfidare costantemente il cronometro è possibile scambiare qualche chiacchiera con coloro (donne e uomini) che condividono la corsia. Fuori le possibilità non mancano. Innanzitutto, c’è il bar con i due spazi, all’interno e all’esterno. Il lato lungo più lontano dall’ingresso ospita una serie di lettini e qualche ombrellone. Alle spalle, l’area verde può ospitare discussioni “en plein air”.

Gabriele Farina

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