Impresa femminile e welfare: un rapporto sempre più complesso
La ricerca effettuata dalla Lapam di Modena e Reggio Emilia, sul rapporto tra impresa femminile e welfare e condotta su 160 donne emiliane-romagnole, comprese tra i 40/60 anni (senza escludere alcune...
La ricerca effettuata dalla Lapam di Modena e Reggio Emilia, sul rapporto tra impresa femminile e welfare e condotta su 160 donne emiliane-romagnole, comprese tra i 40/60 anni (senza escludere alcune imprenditrici di 30) fa emergere dati interessanti. Se il tempo libero e quello dedicato alla cura di sé è poco (per l'87% delle intervistate meno di un'ora al giorno) altri sono i risultati rilevanti. Il profilo dell'imprenditrice moderna che si delinea, è quello di una donna attenta innanzitutto alla salute. L'84% delle imprenditrici utilizza sia strutture pubbliche che private, rilevando negative le prime per un 32% e positive le seconde per un 72%. La spesa media annua che dedica invece alla sanità si attesta intorno ai 500-1000 euro. Veniamo alla cultura. I dati dicono che oltre il 70% sceglie per i figli la scuola pubblica e solo un 20% quella privata, per una spesa annua compresa tra i 250 e 500 euro del 40% delle intervistate contro una spesa superiore ai 1000 euro di un ridotto 20%. Bene anche la sfera del benessere: il 45% delle imprenditrici pratica attività fisica stabile, con frequenza di due giorni la settimana (54%) e quotidianamente (21%), soprattutto all'aperto (49%). Ma è senz'altro il campo del sociale a regalare non poche soddisfazioni; il 65% delle donne si impegna infatti nel volontariato e per l'84% di loro, aiutare gli altri, assume anche un importante valore personale. (v.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google