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La pallottola il miracolo e le indagini

SERRAMAZZONI. Proseguono a tutto campo le indagini per risalire alla mano che all'alba di lunedì ha sparato il colpo che ha ferito al collo il 30enne C.A.P. mentre faceva jogging in via per Pompeano,...

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SERRAMAZZONI. Proseguono a tutto campo le indagini per risalire alla mano che all'alba di lunedì ha sparato il colpo che ha ferito al collo il 30enne C.A.P. mentre faceva jogging in via per Pompeano, nel tratto che passa in mezzo al boschetto poco prima della borgata della Barbona. Gli interrogativi sono tanti, su una vicenda che ha lasciato tutti sotto choc. Un'unica certezza per ora: il colpo non è partito da un fucile ma da una pistola di calibro 635 di piccole dimensioni, tipo Beretta insomma. E questo già di per sé escluderebbe la pista del cacciatore o del bracconiere. A parte il fatto che siamo a stagione chiusa e che chiunque con un'arma in un bosco verrebbe immediatamente segnalato, questo tipo di arma non è certo adatta per abbattere cinghiali, caprioli o lupi. Per loro ci vuole un calibro ben più grosso, questo li ferirebbe soltanto facendoli scappare via. Peraltro per colpirli bisognerebbe avvicinarsi molto di più che con un fucile, infatti il ragazzo è rimasto subito assordato dal colpo, evidentemente sparato da vicino. Ma anche se uno ha una pistola e vuole provarla in spregio a ogni regola, perché prendersi la briga di alzarsi alle 6 e farlo in un bosco pieno d'ombra? E soprattutto perché mai dirigere il colpo verso la strada e non verso i campi laterali? Insomma, più ci si pensa più è una storia difficile da capire. L'unica consolazione è che il ragazzo colpito sta bene e incredibilmente non ha riportato nessuna seria conseguenza. Sarebbero bastati pochissimi centimetri per condurre alla tragedia o a lesioni permanenti. (d.m.)

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