Gazzetta di Modena

Modena

«Lì niente bar», ma il Tar boccia il Comune

di Carlo Gregori
«Lì niente bar», ma il Tar boccia il Comune

Cambiata la destinazione d’uso dopo anni «perché si forma traffico». Accolto il ricorso dei proprietari

2 MINUTI DI LETTURA





Il Comune aveva cambiato le regole urbanistiche togliendo a quei locali commerciali su via Canaletto il permesso di aprire attività che per anni erano state permesse e quindi la possibilità di un guadagno per la proprietà perché, diceva, voleva impedire che si formasse traffico in quel punto della strada. Le proprietarie sono ricorse la Tar dopo anni passati con i lovali vuoti e ora hanno avuto ragione dal Tar. I giudici amministrativi hanno infatti annullato il provvedimento del Comune perché a loro avviso non è ben giustificato il motivo che ha portato a quella chiusura a posteriori. Non solo non è motivato ma va spiegato alla luce del fatto che il grosso del traffico in quella zona è diretto in tangenziale.

Il ricorso presentato dalle due proprietarie modenesi assistite dall'avvocato Giorgio Fregni, prendeva le mosse dalla scoperta, del tutto causale, che quei tre locali commerciali nel palazzo d'angolo di via Canaletto e via Canaletto Sud, di fronte al semaforo, non potevano più ospitare bar o locali come era successo per anni (lì c'era l'Habana Cafè). Era cambiato infatti lo strumento urbanistico, il Rue, e ora nel perimetro nuovo, dopo la variante del Comune, a quei tre locali venivano vietate proprio le attività che dal 1994 erano permesse addirittura senza limitazioni. Per questo per tre anni quegli spazi sono rimasti vuoti. Le rimostranze delle proprietarie sono state respinte dal Comune per "ragioni legale alla criticità del traffico in quell'area" e perciò la società si era dovuta sciogliete. Ma la situazione del traffico, lamentano le due proprietarie, contrariamente a quanto diceva il Comune, è in realtà migliorata in quel punto perché è stato potenziato il collegamento con la tangenziale e quindi, aprendo lì un bar o un ristorante, non si possono prevedere ingorghi.

Tra le ragioni contrarie alla decisione del Comune, nel ricorso le proprietarie ricordavano che la modifica della destinazione d'uso di un immobile preesistente alla variante dello strumento urbanistico non dovrebbe essere ammessa perché le previsioni urbanistiche servono a conformare l'edificazione futura. Ma il Tar non ha accolto questo e altri motivi apparentemente solidi. Piuttosto i giudici amministrativi di Bologna sottolineano nella sentenza che «il Comune non ha motivato sufficientemente circa la permanenza delle difficoltà di traffico tali da giustificare una così penetrante limitazione delle facoltà di utilizzazione dell'immobile secondo un principio di proporzionalità né ha giustificato perché le limitazioni dovessero essere rivolte a quello specifico tipo di attività e non ad altre similari che potrebbero avere pari impatto urbanistico».

Perciò il Tar ha accolto il ricorso dell'avvocato Fregni e ha annullato il provvedimento del Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google