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Manca l’agibilità sismica: Seminario chiuso

Manca l’agibilità sismica: Seminario chiuso

Surreale situazione nell’unica chiesa riaperta dopo il terremoto: prima c’era l’ok ora non più

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FINALE. Una situazione ai limiti del paradosso con una chiesa (il Seminario) - l’unica storica riaperta in tutta la Bassa terremotata - agibile per oltre due anni e ora di nuovo chiusa per una certificazione che manca e che andrà sanata. Nel mezzo il disagio per funerali e matrimoni, i primi allestiti nel Centro di Comunità realizzato nel parco interno e i secondi traslocati in extremis in altre chiese del territorio con la più che scontata rabbia da parte dei futuri sposi. Ma per capire cosa sta accadendo bisogna prima di tutto riavvolgere il nastro e tornare all’autunno 2012.

I lavori di sistemazione vengono eseguiti con solerzia tanto che a dicembre don Ettore Rovatti e don Roberto Montecchi possono celebrare la prima messa tra la commozione dei credenti, che si riappropriano di una chiesa simbolo. Al protocollo del Comune - come spiega il vice sindaco Lisa Poletti nel corso dell’ultimo consiglio comunale, rispondendo ad un’interrogazione lampo di Maurizio Poletti, dopo la sollecitazione di Maurizio Boetti - c’è un documento, firmato dall’ingegnere incaricato dalla Diocesi che garantisce l’agibilità dopo i lavori di messa in sicurezza. Il Seminario riapre, ma restano i dubbi sulla sicurezza, che don Roberto cerca di dissipare in diversi interventi pubblici. Le funzioni, non a caso, procedono fino a quando in municipio arriva una missiva (datata 15 luglio 2015) dell’ingegnere che parla di una riunione in Diocesi in cui si “auspica la parziale agibilità”. Di fatto il tecnico privato nega l’agibilità, e così scatta la prima diffida comunale che invita la parrocchia a risolvere la questione.

Il sopralluogo successivo - effettuato con un altro tecnico della curia - sembra saniare la vertenza tanto che si certifica l’agibilità della navata centrale, ma non quelle delle cappelle laterali, suggerendo di tenere aperte le porte d’ingresso e del cortile per consentire un miglior deflusso...

Di fronte ad una valutazione parziale, il Comune, dopo essersi nuovamente confrontato con Regione e Sovrintendenza, ossia gli Enti che si sono occupati dell’iter di ristrutturazione della chiesa e che già erano informati dell’agibilità “parziale”, ieri ha messo una nuova diffida che stavolta ha portato la parrocchia a chiudere in attesa di interventi risolutivi.

«Spero che la questione si risolva in fretta», dice amareggiato don Daniele. «Siamo i responsabili della sicurezza dei cittadini - spiega il vice sindaco Lisa Poletti - purtroppo ci siamo visti costretti a fare un atto necessario per avere delle certezze. Mi rendo conto del disagio, ma non potevamo rischiare. L’ufficio Urbanistica ha fatto tutte le verifiche, al primo documento di agibilità è seguito, a distanza di anni, un altro atto contrario. Vogliamo capire e speriamo di poterlo fare in fretta».

Francesco Dondi

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