Anziani truffati da un finto idraulico
Si presenta come Berselli, ha una sessantina d’anni e, parlando in dialetto modenese, si fa “prestare” i soldi per il ticket
Mancava il truffatore geminiano. Mentre ci sono estrosi personaggi specializzati nelle sceneggiate del finto incidente e del finto specchietto rotto oppure si “travestono” da addetti Hera o anche da forze dell’ordine e con scuse fantasiose e parlantina rapida entrano nelle case, intontiscono le vittime e poi fanno razzia, il truffatore geminiano parla in dialetto modenese e ha scelto si interpretare una figura neutra, usuale. l’idraulico. Lo ha pure “griffato” alla modenese, usando un cognome diffuso dalle nostre parti, Berselli. Per il resto basta il suo physique du role: ovvero un’età che non incute timori, sui 55-60 anni, il viso rotondo e pacioso, pochi capelli, due bei buffoni a dare importanza alla figura e al mestiere.
E così questo “idraulico Berselli” imperversa all’ospedale di Baggiovara. Con la truffa di ieri mattina è già arrivato, negli ultimi tempi, a sei colpi.
Il copione è sempre lo stesso: il truffatore adocchia la sua vittima, una persona anziana. La studia, probabilmente la segue sia quando entra che quando esce dall’ospedale, ascolta, capta e fa tesoro delle informazioni che ha raccolto. Poi, al momento giusto, entra in azione, si avvicina all’anziano e parte con la sigla. «Salve, sono l’idraulico Berselli» e poi continua, in dialetto, spiegando che è stato recentemente a fare qualche lavoretto dal figlio. Qui magari l’anziano lascia trapelare la via o la frazione e allora lui condisce il racconto facendo vedere di essere davvero l’idraulico di famiglia. Poi, una volta acquisita la fiducia dell’anziano, con il suo bel faccione rotondo passa alla cassa: «Ho lasciato a casa il portafoglio, devo fare adesso, questione di minuti, una visita che ho atteso da mesi. Ma se non pago il ticket mi salta tutto. Sto aspettando mia moglie, ma sa , è sempre in ritardo. Mi può aiutare lei? Il ticket è di 72, se anche ne ha 50 va bene, un po’ di soldi in tasca li avevo tenuti». L’anziano ci casca. Ieri mattina la vittima gli aveva dato 100 euro. «Mi aspetti qui che poi, quando entro e arriva mia moglie con il mio portafoglio, la mando da lei per la restituzione dei soldi». L’anziano attende inutilmente, resta sconfitto e amareggiato e se la prende con sè stesso perchè anziano. Chi vince la vergogna di dover ammettere di essere stato truffato si reca al posto di polizia dell’ospedale a raccontare della truffa. La Polizia invita quindi la cittadinanza a fare molta attenzione e, qualora si trovasse in tali circostanze, di rivolgersi nell’immediatezza agli agenti o alla vigilanza interna, così da avere maggiori possibilità di assicurare alla giustizia il truffatore. Sarebbe anche opportuno che le vecchie telecamere esterne, quelle che danno sui parcheggi, funzionassero e fossero più efficienti.
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