«Bene il superbus ma chi fa pubblicità alle eccellenze?»
Qualcuno inizia a chiedersi perché sotto la Ghirlandina siamo così bravi a comunicare il mezzo piuttosto del luogo per il quale vogliamo che il turista venga a Modena. Per fare l'esempio attuale più...
Qualcuno inizia a chiedersi perché sotto la Ghirlandina siamo così bravi a comunicare il mezzo piuttosto del luogo per il quale vogliamo che il turista venga a Modena.
Per fare l'esempio attuale più eclatante: si parla molto del pullman utilizzato per il Discover Ferrari-Pavarotti, ma pochissimo dei luoghi che devono essere invece al centro della scena. Il consigliere di Forza Italia Andrea Galli l'altro giorno in consiglio comunale spiegava: «A Modena accadono alcune stranezze nel campo del turismo, nella patria delle eccellenze note in tutto il mondo. In occasione del Discover Ferrari-Pavarotti il Comune ha pubblicizzato con grande enfasi il bus utile a raggiungere le varie tappe di città e provincia. Ma solo noi modenesi siamo capaci di pubblicizzare il mezzo: occorre invece spingere sulle eccellenze, dalla Casa Natale del Drake, alla Ferrari di Maranello, alle iniziative della Palazzina Vigarani. Poi l'autobus è scontato, ma se l'amministrazione ha trovato i cassetti vuoti dalla giunta Pighi doveva dirlo senza accampare tante scuse».
Il Comune, sempre giovedì, si è difeso spiegando la novità del Discover che unisce vari luoghi culturali ed enogastronomici. Una realtà che, al di là dei numeri ancora piuttosto bassi, fino a due mesi fa non esisteva e forse ha bisogno di più tempo per il rodaggio.
Sul tema della pubblicità all'autobus – spesso praticamente vuoto – interviene anche lo storico dell'arte Leonardo Piccinini: «Viaggio molto con ogni mezzo, ma non ricordo un posto dove si parla del mezzo e non del luogo, del museo, del caseificio che voglio visitare. Se penso alla costiera Amalfitana la prima cosa che mi viene in mente è la bellezza del luogo, non se c'è o meno una navetta che percorre i vari paesi. A Modena penso manchino anche alberghi adeguati per un turismo stanziale. Per creare attrattività dei luoghi occorre partire dai luoghi stessi. La navetta ci deve essere, ma è solo una comodità. Inoltre sono utili i testimonial, certo Bottura o Daverio o piloti di grido vanno benissimo, ma soprattutto occorre rendere divertenti i musei e puntare molto sui social network. E non mi si dica che mancano soldi per la comunicazione: se penso alle cifre spese per la mostra di settembre alla Manifattura».
Stefano Luppi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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