Infermieri: Annicchiarico sorvola
Continua il silenzio dell’azienda Usl che andrà avanti nonostante i ricorsi
«E' un argomento che non si risolve con una battuta». Stop, e via verso i numerosi altri impegni di una ordinaria giornata da direttore generale dell'azienda Usl di Modena. Il dirigente Massimo Annichiarico, ieri, si è dilungato con disponibilità su tanti argomenti, mentre ha preferito non rispondere a una delle “patate bollenti” che attualmente si trova a gestire. Il concorso pubblico per assumere infermieri che è attualmente in corso. Da quando, la scorsa primavera, il procedimento è iniziato su questo tema il direttore Annichiarico non è mai voluto intervenire e non potrà durare a lungo questa situazione. Anche se chi è vicino ad Annichiarico assicura che del tema all'interno della struttura sanitaria se ne parla molto, ma non si intende fornire opinioni alla stampa. Ossia all'opinione pubblica. Riassumiamo la vicenda. A metà maggio, per un solo posto a infermiere a Modena (veniva stilata una graduatoria) si erano iscritti al concorso in 6500 e si erano presentati in poco meno di 5mila tra donne e uomini. Il maxi concorso ha però avuto dei seri problemi quando dopo la prova di pre-selezione si è scoperto che c'era un errore nel conteggio di una delle risposte esatte. Insomma il cervellone, o meglio qualcuno dell'azienda sanitaria che l'aveva programmato, aveva sbagliato qualcosa. Tante le proteste, non solo dagli esclusi dalla prova successiva. L'Ausl è stata costretta a riscrivere la graduatoria ufficiale delle 1540 persone che avevano superato la prova. Classifica che Ausl aveva già reso nota. Il problema ulteriore c'è stato quando, dopo il ricorso di una concorrente al Tar che gli ha dato ragione, è stato chiesto anche dalla Cgil all'Usl di riammettere non solo la ragazza che aveva vinto il ricorso ma anche tutti coloro che con la risposta corretta aveva raggiunto la sufficienza. Pur senza fare ricorso. Ricordiamo infatti che presentare le proprie rimostranze al Tribunale amministrativo ora, secondo norme recenti, costa qualche migliaio di euro: si fa per evitare che gli uffici della giustizia si ingolfino più di quanto già siano. Ma la regola – una volta che l'azienda Usl ha ammesso l'errore – sarebbe di dare a tutti la stessa possibilità teorica di vincere quell'unico posto a disposizione. Per questo il silenzio dei vertici dell'Ausl , continuato anche ieri, inizia a pesare non poco. (s.l.)
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