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L’arrestato al giudice: «Non impugnavo armi»

L’arrestato al giudice: «Non impugnavo armi»

Ieri l’interrogatorio in carcere del moldavo sorpreso a rubare con rischio di conflitto a fuoco

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MIRANDOLA. È stato interrogato ieri dal giudice in carcere Nicolae Craciiun, il moldavo immigrato da qualche tempo a Mirandola arrestato l’altra notte dalla polizia del Commissariato con l’accusa di rapina impropria.

Assistito dal suo avvocato difensore, l’uomo ha fornito al giudice di garanzia una diversa versione dell’accaduto, negando di avere impugnato la pistola - rivelatasi giocattolo - al momento dell’arresto.

«Abbiamo fornito elementi concreti di argomentazione alla nostra tesi - spiega l’avvocato difensore Ronsisvalle - e confidiamo che la questione venga ridimensionata nella valutazione del magistrato».

Il legale poi sottolinea che Craciun non corrisponde alla descrizione che ne è emersa, sulla quale si è ingiustamente ecceduto, affermando che si tratta di un operaio che per due volte ha dovuto fronteggiare le crisi aziendali delle aziende della Bassa nelle quali era impiegato. In commissariato, per contro, la dirigente Laura Amato esprime elogio per i due agenti della volante che sono intervenuti, evitando di sparare appena l’uomo, secondo i verbali della polizia, ha impugnato l’arma nella loro direzione. Circostanza - spiegano in commissariato -favorita dalla vicinanza dei due agenti a Craciun, abbastanza perchè mentre uno dei poliziotti si è trovato l’uomo che impugnava l’arma l’altro gli era dietro e in un attimo gli è balzato addosso. Come noto, c’è stata una colluttazione, al termine della quale il moldavo è stato arrestato e gli sono stati sequestrati la pistola, rivelatasi poi una scacciacani senza tappo rosso, un cacciavite, i guanti per non lasciare impronte e il bottino del furto commesso al Tennis Club (50 euro), che però ha patito danni ben maggiori, con lo sfondamento della porta di ingresso e del finestrino sul retro, dal quale l’uomo stava tentando la fuga. La vicenda, al di là dei numerosi precedenti che l’uomo ha già accumulato, ha colpito Mirandola per quello che in un secondo poteva accadere, un secondo tra la vita e la morte, se Craciun avesse impugnato un’arma vera e se l’agente avesse deciso in quell’attimo di sparare. (ase)

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