«Manca il legame tra i medici di base e gli specialisti»
Tra le cause di una situazione insostenibile il coordinamento tra professionisti: «Ora raggiungeremo risultati importanti»
«Il contenimento dei tempi di attesa per 34 prestazioni – spiega il direttore generale dell'Ausl di Modena Massimo Annichiarico – è una priorità assoluta e siamo contenti di annunciare un notevole miglioramento negli ultimi mesi su questo fronte. Siamo ben consci dei problemi che ancora ci sono e questa è lo sprone a fare meglio anche grazie agli interventi regionali intervenuti. Eravamo maglia nera in regione e non lo siamo più, con risultati molto positivi ottenuti ad esempio a neurologia, dermatologia, elettrocardiogramma, mammografia. Inoltre abbiamo il percorso di garanzia, con la sicurezza di prenotare visite alla struttura più vicina per visite di oculistica, dermatologia, neurologia, otorino, ecografia e risonanze. Molto bene anche le sette case della salute e ci occupiamo anche di appropriatezza, ossia per l'assistenza dei cittadini promuoviamo un miglior uso delle risorse. Importante ricordare i due centri ad accesso diretto per i prelievi di sangue».
Mea culpa sui problemi delle liste di attesa arriva da Gianbattista Spagnoli, direttore sanitario della azienda Usl: «In passato spesso tentavamo di risolvere il problema delle liste di attesa per scomparti, aumentano alcune prestazioni specialistiche. Ma in questo modo il sistema alla lunga non era più in equilibrio perché in fin dei conti pompavamo erogazioni. Manca spesso il coordinamento tra medici di medicina di base e specialisti, mentre serve maggiore interconnessione: parliamo di cultura organizzativa, la più complicata perché occorre agire sulle teste dei professionisti».
Interviene il direttore generale del Policlinico Ivan Trenti: «Negli ultimi mesi abbiamo raggiunto importati risultati anche al Policlinico e collaboriamo in forte sinergia con l'Ausl su questo importante fronte, anche se non tutto è ancora a punto. Dobbiamo migliorare l'organizzazione che è in carico al nostro centro interno di prenotazioni, inoltre occorre semplificare le agende per la gestione delle liste di attesa. Inoltre investiamo 200-300mila euro l'anno per le nuove assunzioni. Il nostro strumento operativo per migliorare è la partecipazione al gruppo provinciale di contenimento delle liste di attesa, il tutto per agevolare il cittadino. In particolare stiamo mappando le nostre diverse agende di prenotazione con il fine di rimodulare posti e attività al fine di garantire la presa in carico interna dell'intero percorso specialistico. Dobbiamo anche ridurre i tassi di abbandono di chi non si presenta alla visita soprattutto ad urologia, ortopedia e chirurgia della mano. Da settembre avremo anche personale che telefonerà ai pazienti in lista per sincerarsi della loro presenza alla visita prenotata. Inoltre abbiamo esteso le prestazioni a radiologia, cardiologia, ortopedia tra le altre». Infine il capo dei medici di famiglia e sindacato Fimmg: «Sono in genere troppi i richiami degli specialisti, per esami che talvolta non servono: in questo modo si intasano le liste di attesa». (s.l.)
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