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Seminario, il mistero dell’atto di agibilità

Seminario, il mistero dell’atto di agibilità

Le funzioni religiose finora ospitate nella chiesa del Seminario hanno già trovato una collocazione, seppur temporanea. Messe e funerali saranno celebrati nel Centro di Comunità, allestito nel parco...

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Le funzioni religiose finora ospitate nella chiesa del Seminario hanno già trovato una collocazione, seppur temporanea. Messe e funerali saranno celebrati nel Centro di Comunità, allestito nel parco adiacente mentre i novelli sposi dovranno dire il “sì” più importante della loro vita in altre chiese, come accadrà oggi per Filippo Grillenzoni e Martina Amadelli, che convoleranno a nozze a San Felice. Tutte conseguenze dell’inagibilità certificata sul Seminario, il primo luogo di culto riaperto dopo il sisma di cui la Gazzetta ha ripercorso la genesi ieri. Sulla vicenda è però calato un velo di silenzio per dissipare i dubbi relativi al recente passato e rispondere ad un quesito scontato: l’agibilità degli ultimi 30 mesi c’era oppure no? L’ingegnere che ha seguito i lavori ha deciso di non rilasciare dichiarazioni sul documento rilasciato (o forse no) che ha permesso ai fedeli di partecipare alle funzioni religiose in un luogo in muratura. Anche la Curia, interpellata, non ha trovato un interlocutore in grado di spiegare cos’è accaduto. Il Comune, dal canto proprio, dopo aver emesso una diffida - a cui farà seguito un’ordinanza di chiusura se non arriveranno i documenti necessari a garantire la completa sicurezza - attende le relazioni di un nuovo professionista della Diocesi mentre Sovrintendenza e Regione stanno seguendo la vicenda per ciò che riguarda il restauro conservativo e i rimborsi dei lavori, che a quanto pare erano stati anticipati dalla Parrocchia. La minoranza, che ha denunciato la situazione, invece si interroga: chi ha firmato l’agibilità? E se quel documento non esiste, di chi è la colpa nell’aver messo a rischio la sicurezza? (fd)

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