Gazzetta di Modena

Modena

stefano borghi in tour in giappone

«Con la nostra ocarina conquistiamo Tokyo»

di Alfonso Scibona

Nuove performance del musicista polistrumentista sassolese Stefano Borghi in Oriente. In questi giorni si trova in Giappone, dove lo abbiamo contattato per farci raccontare la sua esperienza insieme...

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Nuove performance del musicista polistrumentista sassolese Stefano Borghi in Oriente. In questi giorni si trova in Giappone, dove lo abbiamo contattato per farci raccontare la sua esperienza insieme al G.O.B., il gruppo ocarinistico budriese, del quale fa parte. «In Giappone – dice il musicista – faremo in totale 10 concerti di cui tre a Tokyo e Hyogo ed uno a Hiroshima, Hamamatsu, Shizuoka e Aichi. La tournèe ci sta portando a suonare in prestigiosi concerti all'interno di sale che hanno fatto la storia della musica mondiale come il teatro Bunka Kaikan e il museo di strumenti musicali più antico al mondo. Il pubblico giapponese si mostra apparentemente timido a inizio concerto per poi mostrare un entusiasmo enorme appena sente il suono caldo e pieno del settimino di ocarine».

Questo vi dà anche la possibilità di scambiare esperienze con musicisti di cultura completamente diversa.

«Stiamo esportando la cultura emiliana - conferma - del settimino di ocarine (ensemble di sette ocarine di dimensioni diverse) in tutto il mondo. In oriente il suono dell'ocarina è praticato tantissimo e ci sono solisti paragonati alle nostre rock star come "Sojiro" (che ha suonato con noi recentemente a Budrio)».

Un'estate caldissima dal punto di vista degli impegni. Quando torni e quando vai in vacanza?

«Un po’ di riposo ci sarà - aggiunge il giovane musicista (nato professionalmente in città, nella scuola Olinto Pistoni e diplomato al clarinetto) - poi suoneremo con il G.o.b all’Expo e al “Festival del mito” in settembre e seguirà un viaggio in Germania, per andare a Bonn per una esibizione alla radio tedesca ed anche un concerto».

Ed i clarinetto? Messo nel dimenticatoio, al momento?

«Assolutamente no - conclude Borghi - e per due semplici motivi. Il primo è che si tratta dello strumento che mi ha visto nascere dal punto di vista musicale nella scuola di musica di Sassuolo. Il secondo motivo è rappresentato dal fatto che è prevista a breve una performance con un quintetto all’Expo, nel padiglione Italia. Tutto questo portando sempre Sassuolo nel cuore».

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