Scontro aperto tra avvocati e Procura
La Camera Penale ribadisce a Lucia Musti che i tempi lenti per accedere ai documenti danneggiano il diritto alla difesa
È sconto aperto tra la Procura e la Camera penale di Modena. Oggetto del braccio di ferro tra magistrati e avvocati è la Segreteria dell’ufficio giudiziario: i penalisti ripetono da mesi che i tempi di attesa per ottenere atti e documenti fondamentali sono talmente lenti che arrivano a danneggiare il diritto alla difesa. Alla replica del procuratore Lucia Musti, secondo la quale i dati riferiti dagli avvocati non sono veritieri, ora questi ribadiscono la fondatezza dei loro dati e confermano lo stato di agitazione «riservandosi ogni ulteriore determinazione nel caso che questa situazione non trovi pronta soluzione».
Il malessere degli avvocati ha radici ormai lontane. Un anno fa era scoppiata apertamente la protesta con due giorni di sciopero indetti proprio dalla Camera Penale “Perroux” per far sapere all’opinione pubblica modenese lo stato di difficoltà nel quale devono lavorare e le sempre più gravi lentezze per l’accesso ai documenti e agli atti giudiziari fondamentali per difendere degnamente e nei tempi necessari i loro assistiti. Un’assemblea di pochi giorni fa aveva prodotto un nuovo documento di protesta (che interessava anche la Cancelleria del Tribunale): si criticava ancora una volta la Segreteria della Procura. Si riconosceva che, anche se notoriamente afflitta da carenza di personale, soffre di problemi organizzativi che contribuiscono a creare una situazione a loro avviso intollerabile: negli ultimi mesi, ricordano gli avvocati modenesi, la Segreteria della Procura richiede ogni volta più di tre ore di attesa per l’accesso ai documenti. Il rilascio di un certificato, che il Codice di procedura penale prevede in 60 giorni, spesso supera i due mesi «come facilmente documentabile».
Il procuratore Lucia Musti ha replicato con una lettera sostenendo che i dati riportati dai penalisti nella loro protesta non sono veritieri. «Le difficoltà degli avvocati e dei cittadini - scriveva - sono in primo luogo le difficoltà che noi magistrati, unitamente al personale amministrativo, subiamo in conseguenza di una serie di mancanze e di criticità patire da troppi anni. Prima di tutto la carenza endemica di personale amministrativo senza il quale non viene seguita l’attività del magistrato e l’ufficio giudiziario risulta inevitabilmente inefficiente».
Immediata la replica della Camera penale: «A fronte della denuncia di oggettive inefficienze e gravi disservizi dovuti solo in parte a criticabili modalità organizzative della Procura locale, essendo nota l’endemica mancanza di personale amministrativo segnalata anche dalla camera penale di Modena, sarebbe stato lecito attendersi un’assunzione di responsabilità ed impegno da parte dei vertici dell’ufficio giudiziario anzichè l’accusa, immotivata e inaccettabile, rivolta ai penalisti modenesi di aver fornito dati falsi».
Per questo motivo i penalisti di Modena annunciano di voler continuare «a denunciare pubblicamente ogni lesione del diritto di difesa che si evidenzi a livello locale».
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