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La cantina di Santa Croce di Carpi sfida la crisi con 2 milioni

di Fabrizio Stermieri
La cantina di Santa Croce di Carpi sfida la crisi con 2 milioni

L’ultracentenaria cooperativa modenese ha inaugurato ieri il capannone antisismico e le nuove strutture. Coronati: «Struttura potenziata con fiducia verso il futuro»

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CARPI. Un investimento di due milioni di euro, otto nuovi silos termorefrigrati della capienza complessiva di 20mila ettolitri, un aumento di capitale deliberato dai soci per rafforzare la struttura patrimoniale della cooperativa: la cantina sociale di Santa Croce, nonostante le oggettive difficoltà di mercato, ha investito parecchio sul suo futuro e si candida ad entrare nel mercato con il proprio vino e con il proprio marchio.

Ieri, alla presenza della autorità locali e provinciali della cooperazione (per il Comune di Carpi era presente l’assessore Daniela Depietri), l’ultracentenaria cantina ha inaugurato ufficialmente il suo nuovo capannone e le sue rinnovate strutture che completano un cammino di potenziamento e adeguamento impiantistico avviato ormai vent'anni or sono. Con l’occasione è stata anche scoperta una targa commemorativa dedicata all'enologo Villiam Friggeri, scomparso improvvisamente lo scorso anno, che di questo rinnovamento è stato uno dei maggiori protagonisti.

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«Malgrado i problemi del settore - ha sostenuto davanti all’assemblea dei soci il vice presidente della cantina, Lauro Coronati - guardiamo con fiducia al nostro futuro di cooperativa. In questi anni abbiamo da una parte adeguatamente remunerato il lavoro dei nostri soci e dall'altro abbiamo consolidato e potenziato la nostra struttura produttiva ed operativa».

«Abbiamo completato - gli ha fatto eco Francesco Schiavo, presidente della cantina di Santa Croce - il programma di investimenti iniziato nel 2013 con l’acquisto di un appezzamento di terreno adiacente al nostro storico stabilimento».

Gaetano De vinco, presidente provinciale di Confcooperative, intervenendo all’inaugurazione, ha sottolineato il momento particolarmente delicato che sta attraversando la cooperazione: «Un momento difficile per il movimento cooperativo sfruttato anche da chi ha intenzione di sostituire la coperazione nei settori produttivi ed assistenziali sin qui a lei tradizionalmente riservati. Davanti alle sfide della globalizzazione che ha modificato le regole fondamentali del mercato, tuttavia, c’è necessità di coprire quote di mercato maggiori e di arrivare sul mercato finale con i nostri prodotti e con i nostri marchi».

Con l’ampliamento dello stabilimento di Santa Croce, l’omonima cantina, ha anche provveduto ad un completo adeguamento antisismico (utilizzando 600mila euro di finanziamento regionale), ha acquistato sei nuove autoclavi e si è posta all’avanguardia nella lavorazione delle uve provenienti dal territorio. Negli ultimi vent’anni la cantina sociale di Santa Croce, con il suo stabilimento a pochi passi dal casello di Carpi dell'Autobrennero, ha triplicato la sua capacità di lavorazione ed ha conseguito numerosi premi enologici per la sua produzione di lambruschi e di vini spumanti.

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