Una foto, una storia: “Rock, un amore lungo 50 anni”
Il modenese Roberto Menabue, titolare di Dischinpiazza, racconta la passione di una vita per la musica, cominciata fin da bambino sulle note dei Beatles e diventata poi la sua professione
MODENA. «Il mio primo ricordo legato alla musica risale a quando, da bambino, tornando dalla scuole elementari, mi fermavo nella lavanderia che c'era sotto casa e i gestori mi facevano cantare le canzoni di Gianni Morandi!»
Crescendo la passione per la musica è rimasta anche se il genere è un po' cambiato e l'amore per il rock ha preso il sopravvento. Oggi è conoscitore di talento della musica rock, conosciuto a Modena.
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Roberto Menabue, classe 1962, è da poco più di quattro anni gestore del negozio Dischinpiazza di piazza Mazzini. Per anni è stato anche il volto di altri negozi di dischi e cd, quando questa attività riempiva i negozi di ragazzi in cerca delle ultime novità dalla Gran Bretagna o dall’America. Ora ha aperto il suo negozio di dischi accettando un’impari sfida contro la tendenza di mercato che spinge a chiuderli tutti e a relegare i cd nei supermercati. Racconta quando nel 1985 iniziò a lavorare in un negozio di musica per dare una mano al gestore che era un suo caro amico e di come da allora non abbia più abbandonato il campo.
«Dopo 25 anni di onorata carriera, durante i quali ho lavorato in diversi negozi storici di musica di Modena, sono andato in controtendenza e mentre gli altri negozi chiudevano io ho aperto il mio e continuo a vivere di musica».
Negli anni del liceo, il classico passatempo di Roberto e di molti dei suoi coetanei, quando si avevano due soldi in tasca, era comprare dischi e scambiarli tra amici: «Il primo disco l'ho comprato dalla Pina, al Disco club di via Bacchini di fianco alla stazione delle corriere e quando a scuola c'erano le assemblee di istituto. La scusa era buona per andare in trasferta a Bologna a passare intere giornate da Nannucci, uno dei più grandi negozi di dischi in Italia».
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«Musicalmente parlando, ho avuto un sacco di manie - afferma Roberto - la più grande rimane quella per i Beatles, una sorta di malattia fin dalla tenera età, che porta con sé il grande rimpianto di non averli mai visti dal vivo per ragioni puramente anagrafiche. Altra passione insana - sorride Menabue - è quella per Bruce Springsteen che ho visto dal vivo almeno una trentina di volte a partire dagli anni Ottanta. E poi ci sono i concerti, altra grande passione della mia vita: il concerto dei Clash in Piazza Maggiore a Bologna nel 1980 è stato per me un evento formativo e ricordo con particolare emozione la prima volta che vidi Peter Gabriel nel 1983 a Ferrara. Mi piace molto anche andare a scoprire i nuovi gruppi emergenti, chiamare a suonare in negozio le giovani band modenesi e fare il possibile per promuovere la buona musica e per farlo bisogna andarla a sentire tutti i giorni».
«Modena ha sempre avuto una cultura musicale importante e a partire dagli anni Sessanta, dall'epoca del Beat, è stata culla della musica italiana - conclude Menabue - Oggi esiste ancora un fervido movimento di band giovanili ma si sono molto ristretti gli spazi dove è possibile suonare e far conoscere i propri progetti. Anche dal punto di vista dei concerti, a livello nazionale Modena era una delle piazze più importanti, penso ai concerti degli U2, a Bob Dylan in Piazza Grande, e questa cosa negli ultimi anni si è persa: i grandi eventi non ci sono più come non esistono più i piccoli locali dove proporre iniziative di medie dimensioni».
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