Tragedia nel Secchia: l'addio alle sorelle annegate
Sassuolo. La famiglia e la città (dove è stato proclemato il lutto), si apprestano a dare l'addio alle vittime. Le salme, per scelta della famiglia, saranno trasferite a Casablanca in Marocco dove abitano i parenti della famiglia. Resta ancora gravissima l'altra sorella di 22 anni.
SASSUOLO. Sassuolo non si è ancora ripresa dalla tragedia della morte delle due sorelle, di 18 e 9 anni, annegate nel Secchia mentre facevano il bagno. Intanto la famiglia e la città (dove è stato proclemato il lutto), si apprestano a dare l'addio alle vittime. Le salme, per scelta della famiglia, saranno trasferite a Casablanca in Marocco dove abitano i parenti della famiglia. Resta ancora gravissima l'altra sorella di 22 anni (studentessa di ingegneria) che è ricoverata in condizioni disperate. A dare l'allarme una quarta sorella di undici anni che ha assistito impotente alla tragedia.
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Lucio Boni lavora con la sua squadra di operai alla briglia del Secchia. Interventi di manutenzione per renderla più sicura, ma quanto accaduto non potrà mai scordarlo. È stato il primo a sentire l’allarme dell’11enne, che invocava aiuto. È stato il primo a contattare i soccorsi ed è stato il primo anche a raggiungere la riva del fiume per provare a soccorrere le tre sorelle ormai sott’acqua.
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E dopo aver recuperato Khaoula Louahbi si è fatto da parte, lasciando spazio ai professionisti dell’emergenza. A debita distanza ha continuato a guardare quel fiume, che all’apparenza sembra timido e docile, ma che si è invece trasformato in una trappola mortale.
«Ho visto quella bimba corrermi incontro - ricorda Boni - era con un altro uomo magrebino, mi ha subito chiesto aiuto. Diceva poche parole, continuava a ripetermi che le sue sorelle erano morte nell’acqua. Ho preso il telefono è ho contattato la polizia. Gli ho spiegato sommariamente cosa stava accadendo e poi mi sono fatto accompagnare dalla ragazzina».
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Una camminata straziante, sotto il sole cocente, in mezzo alle frasche per provare ad individuare il luogo esatto in cui le sorelle Louahbi si erano immerse. E quando Boni è arrivato ecco la scena straziante. «Ho preso la bimba e ci siamo incamminati - ricorda l’artigiano - abbiamo capito che la situazione era complessa. Quando siamo stati in prossimità della riva sono arrivati anche i primi uomini della polizia municipale. Ci siamo immersi nell’acqua, abbiamo afferrato la ragazza più grande, il suo corpo affiorava, era ormai incosciente. A quel punto sono arrivati tutti i soccorsi e mi sono fatto da parte, ma sono stati momenti molto toccanti».
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La bimba che ha dato l’allarme è stata allontanata e presa in carico da alcuni conoscenti, che l’hanno portata lontano dal luogo della tragedia. Sono quindi stati informati anche i genitori, che a loro volta hanno fatto la spola tra l’ospedale di Baggiovara, dove hanno cercato di ottenere indicazioni dai sanitari sulle condizioni di Khaoula, il comando della polizia municipale di Sassuolo che si occupa delle indagini e le camere ardenti cittadine dove le onoranze funebri sassolesi Christian De Carlo, dopo aver effettuato i recuperi delle salme direttamente sull’argine, hanno trasferito i due corpi senza più vita.
La cronaca della tragedia:
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Inutili i soccorsi e l'intervento dei vigili del fuoco e dell'elicottero. Sul posto anche la polizia municipale di Sassuolo, che svolge le indagini, con il supporto di carabinieri e polizia.
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La tragedia - stando alla prima ricostruzione - sarebbe stata innescata da un malore accusato dalla ragazza di 18 anni che si era immersa nelle acque del fiume in una zona in cui vige il divieto di balneazione e piuttosto isolata rispetto alle normali aree in cui si riuniscono gli appassionati del fiume. A colpire la giovane probabilmente una congestione come hanno ipotizzato i medici che hanno constatato il decesso.
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Le sue grida di aiuto hanno fatto scattare il tentativo di soccorso di altre due sorelle,la ragazza di 22 anni e quella di 9; mentre quella di 11 andava a cercare soccorso lungo le rive del fiume, trovandole in un operaio che stava lavorando a qualche centinaio di metri di distanza.
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La ragazzina di 9 anni è stata però inghiottita dalle acque e come lei anche la terza sorella di 22 anni. Mentre per la prima non c'è stato nulla da fare ed è anche la prima ad essere stata ripescata, la seconda è stata recuperata e portata in gravi condizioni all'ospedale di Baggiovara con l'elisoccorso. La bimba più piccola è stata individuata dai sommozzatori poco dopo le 15, a pochi metri dal luogo in cui si era immersa.
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Il magistrato di turno, Pasquale Mazzei, è rimasto costantemente in aggiornamento con gli inquirenti, che dalla banchina del fiume hanno seguito passo passo le ricerche.
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La zona del Secchia dove le quattro giovani si erano recate per immergersi è piuttosto isolata, ma viene spesso controllata dai volontari della sicurezza di Sassuolo mentre la municipale verifica ogni giorno la situazione dall'alto, ossia dal percorso ciclo-pedonale piuttosto frequentato dai sassolesi.
Pochi anni fa, prima del ponte, un'analoga tragedia aveva portato alla morte di un altro straniero.
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