Modena, Villa Igea: omicidio e abbandono
La Procura inizia le indagini sull’84enne aggressore e sul mancato intervento del personale di turno. Oggi l’autopsia. La questione dei controlli s'intreccia con quella delle responsabilità del personale e dei dirigenti che avevano la responsabilità della struttura. Le proteste della famiglia
MODENA. Sarà un’indagine lunga e complicata, quella intorno alle bastonate che hanno portato alla morte del 90enne modenese Salvatore Paderno. Il corpo dell’anziano morto alle 23.40 di sabato sera all’ospedale di Baggiovara è stato portato all’Istituto di Medicina legale per essere sottoposto all'autopsia: si dovrà stabilire non solo quante bastonate ha preso, ma quanto lesive. L’autopsia servirà anche ad accertare le condizioni del pensionato, reduce da ricoveri recenti al Policlinico per infarti e polmoniti. Solo dopo potrà essere fissato il funerale. L'inchiesta è condotta dal sostituto procuratore Pasquale Mazzei che ha appena ricevuto i primi documenti e referti sul caso. Lo aspetta una doppia indagine: una sull'aggressione e una sulla mancata sorveglianza da parte del personale di Villa Igea, dove Paderno si trovava ricoverato.
I FATTI. Si conoscevano appena, Paderno e il suo aggressore, un modenese di 84 anni. Entrambi da pochi giorni nello stesso reparto con un terzo paziente coetaneo che passava la giornata nel dormiveglia. Tutti e tre affetti da demenza senile in forma diversa. Il reparto nel quale erano “controllati” è uno dei più attrezzati di Villa Igea, uno dei suoi fiori all’occhiello: quello dedicato proprio agli anziani che soffrono di demenza e altre malattie psichiche dovute all'età.
Alle 21 di mercoledì scorso, 15 luglio, i tre anziani si trovavano nella stessa stanza dotata di letti. Mentre il terzo dormiva, Paderno e l'altro erano svegli. Dagli accertamenti interni alla clinica, risulta che i due non abbiano avuto nessun dissapore e tantomeno un litigio. Si suppone che sia stato un gesto o un lamento di Paderno, sdraiato a letto, a scatenare la furia dell’84enne che, come appurato, in quel momento era in stato confusionale. Questi ha preso un bastone da passeggio che si trovava nella stanza, forse appartenente al terzo assistito che stava dormendo (ma è in fase di verifica), e ha ripetutamente colpito Paderno.
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I SOCCORSI. Come dichiarato anche dal direttore sanitario della clinica, dottor Giovanni Neri, solo dopo del tempo (quanto, è da chiarire) il personale di Villa Igea si è accorto che in quella stanza era accaduto un fatto grave. Paderno è stato soccorso ma non è stato ricoverato in un ospedale pubblico. Non è chiaro il motivo di questa decisione. La figlia Francesca ha ricordato nell'intervista alla “Gazzetta”: «Siamo venuti a sapere di ciò che era successo nella clinica solo nella mattinata di giovedì, quando ci hanno chiamato chiedendoci di presentarci perché dovevano informarci di alcune cose. Una volta sul posto, ci hanno raccontato quanto era accaduto e noi abbiamo manifestato tutta la nostra indignazione e rabbia per il fatto che avessero atteso tutta una notte prima di informarci».
LA FIGLIA HA NOTATO LE FRATTURE. Francesca ha notato che il padre sanguinava ancora dalla bocca e le hanno riferito che aveva riportato diverse fratture. Solo dopo questa vista dei familiari, rimasti sconcertati, è stato disposto il trasferimento di Paderno all'ospedale di Baggiovara. Intanto erano passate tredici ore. Ha poi commentato la figlia: «Riteniamo già grave che un paziente ne picchi un altro con un oggetto contundente all'interno del reparto di una struttura sanitaria, ma è ancora più grave il fatto di non essere stati chiamati subito e che per il ricovero in ospedale si sia atteso parecchio tempo». Dopo una visita preliminare al pronto soccorso come codice rosso, Paderno è rimasto ricoverato a Baggiovara fino a sabato sera, quando è deceduto. Per le percosse ricevute a Villa Igea a Paderno sono stati diagnosticati un trauma cranico, fratture multiple agli arti (mani, entrambe le braccia), fratture delle ossa nasali ed avulsioni dentarie da percosse oltre che escoriazioni multiple con numerosi ematomi e ferite poi saturate con punti. Inizialmente le sue condizioni parevano gravi ma stazionarie, tanto che si era pensato in una possibilità di recupero. A Baggiovara è rimasto ricoverato in Medicina cardiovascolare con prognosi iniziale di trenta giorni. Invece, lo stato di salute è peggiorato e a diciassette giorni dall’aggressione è sopraggiunta la morte.
LE INDAGINI. La famiglia Paderno, subito dopo la visita a Villa Igea e le rimostranze fatte alla direzione per l'accaduto, è andata in questura dove ha sporto denuncia per lesioni. Sotto accusa, i mancati controlli della clinica su quanto avveniva in quella stanza. La polizia sta indagando. L’avvocato di fiducia dei Paderno, Francesco Pighi, ha già presentato due denunce: la prima per le lesioni personali e omissione di soccorso. La seconda per la richiesta di verificare se si configuri un omicidio preterintenzionale.
L’AGGRESSIONE. Intanto la Procura ha ricevuto il referto ospedaliero che annuncia il decesso del pensionato modenese e che rientra di fatto nel fascicolo già aperto dopo l'aggressione. Si prospetta un'indagine lunga e complessa. Il pm Mazzei dovrà infatti indagare su due filoni intrecciati. Il primo riguarda l'aggressione. Se l'84enne modenese che ha bastonato Paderno poteva già essere indagato per lesioni aggravate, ora per lui si profila l'accusa di omicidio preterintenzionale.
C'è però un elemento che complica il quadro. In questo caso, la Procura si trova di fronte a un 84enne “ospite” di Ville Igea perché in stato confusionale per demenza senile. Se la demenza fosse già conclamata o no, lo dirà il dossier che la direzione di Villa Igea fornirà al magistrato.
Nostre fonti nella clinica indicano che l’84enne ritenuto demente non aveva mai aggredito nessuno prima di Paderno. Inoltre, non conosceva Paderno e non avrebbe avuto alcun motivo di risentimento nei suoi confronti. Infine, sempre fonti interne alla clinica, indicano che dopo il ricovero di Paderno l’84enne sarebbe stato informato di cosa ha fatto e di quale conseguenze tragiche ha avuto il suo gesto ma che non abbia dato segno di aver inteso.
I CONTROLLI. Villa Igea è una struttura chiusa, come tutte le cliniche che si occupano di problemi psichiatrici e simili. Il reparto che segue casi di demenza senile è uno dei suoi punti forti. Non era mai accaduto nulla del genere all'interno, mentre negli anni scorsi in altri reperti c’erano stati casi tragici. Perché allora quella sera non è scattata la sorveglianza? Come è possibile che il personale non abbia guardato dentro la stanza dove si trovavano tre anziani al termine di una giornata molto calda? Come è intervenuto il medico di guardia di turno? Questi sono gli interrogativi che riguardano il secondo filone dell’inchiesta. Si profila una possibile accusa di abbandono di persona incapace o di omissione di soccorso. Come spesso accade in casi simili altrove, destinatari potrebbero essere le figure mediche e infermieristiche che quella sera erano responsabili di quel reparto. Ma è sicuramente presto per parlare di avvisi di garanzia: l'indagine sta cominciando ora.
PERIZIE. Una simile indagine con due filoni così complessi richiederà sicuramente delle perizie. Innanzitutto perizie psichiatriche per capire lo stato mentale dell'84enne al momento dell'aggressione.
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