Incastrati due finti poliziotti truffatori
Fermavano auto straniere in autostrada e si facevano pagare le multe: arrestati dalla Stradale grazie a una giovane vittima
Il sistema era maledettamente semplice, ma sempre efficace: si travestivano da poliziotti, o meglio indossavano una pettorina che a prima vista li facesse passare per agenti, andavano in autostrada, individuavano le vetture - solo quelle straniere - e le fermavano attraverso una paletta simil polizia e sistemi luminosi. L’ignaro automobilista, convinto di trovarsi di fronte ad un normale controllo e poco avvezzo alla conoscenza delle forze dell’ordine italiane, diligentemente accostava e messo di fronte al pagamento della multa per evitare la confisca del veicolo, assecondava le richieste, saldando in contanti e rimettendosi in strada, amareggiato, verso i luoghi di vacanza.
Ma la strategia organizzata dai pregiudicati Antonio Pinna, 42enne originario di Sassari e residente a Bologna con il compare Marjo Lutaj, 26enne albanese, irregolare in Italia e di fatto domiciliato a casa dell’amico, è stata scoperta da un’azione lampo di tre pattuglie della polizia Stradale di Modena Nord.
Tutto inizia sabato sera, nei pressi del casello di Carpi, sull’autostrada A22. Pinna e il collega individuano un’auto con targa tedesca, indossano le pettorine, si affiancano con la loro Bmw e intimano al conducente di fermarsi. Gli contestano, come hanno già fatto in passato e come dimostrano i diversi finti verbali trovati nella loro vettura, l’eccesso di velocità. Al volante, però, non c’è uno sprovveduto straniero, ma un uomo originario della Calabria, da anni residente in Germania, ma che di cose italiane ancora se ne intende. Eppure, per evitare la confisca dell’auto, sceglie di pagare 200 euro. I due truffatori si dileguano, ma non hanno fatto i conti con due imprevisti: il capofamiglia si è insospettito perché, a fronte del pagamento della multa, non ha ricevuto alcun verbale, necessario per poterlo contestare, ma soprattutto la figlia under 14 ha annotato la targa di quella strada Bmw.
La telefonata alla polizia scatta immediata e gli agenti convergono in autostrada con tre volanti. Hanno un’indicazione sommaria della vettura con cui i finti poliziotti si sono allontanati, conoscono la targa e la direzione e così, nei pressi dell’area di servizio Secchia Ovest, agganciano i banditi. I due non hanno molto da obiettare, si consegnano e per loro scattano le manette con l’accusa di truffa aggravata.
Nella perquisizione della Bmw spuntano le pettorine arancioni, i finiti tesserini che riportano una scritta simile a quella del ministero dell’Interno, ma affiancata al fantomatico simbolo del Comune di Bologna, la paletta con impresso “alt” e almeno una decina di finiti verbali di contravvenzione firmati “pulizia Stradale”. I veri poliziotti sequestrano anche i 200 euro appena pagati, che vengono riconsegnati alla famiglia calabrese, oltre a 395 euro, frutto di altri raggiri. All’albanese viene contestata anche la guida senza patente, che non ha mai conseguito.
Su disposizione del pm Pasquale Mazzei sono stati arrestati e ieri, al processo per direttissima, il giudice ha disposto stiano in carcere fino a metà settembre, per permettere ai loro avvocati di analizzare nel dettaglio la situazione.
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