La famiglia accusa: «Troppi fatti gravi dentro la clinica»
L’avvocato Francesco Pighi, che segue la famiglia del 90enne modenese, ora parte offesa in questa tragedia, ravvisa «circostanze inquietanti» legate a una aggressione che non doveva avvenire in una...
L’avvocato Francesco Pighi, che segue la famiglia del 90enne modenese, ora parte offesa in questa tragedia, ravvisa «circostanze inquietanti» legate a una aggressione che non doveva avvenire in una struttura chiusa. Secondo Pighi sussiste «una grave responsabilità del personale medico, infermieristico e dell'organo amministrativo di Villa Igea i quali non hanno opportunamente vigilato su Paderno in quanto paziente che avevano in cura e custodia e, soprattutto, sugli altri pazienti che essi avevano in cura e custodia per evitare che gli stessi potessero procurare ad altrui un danno». Spiega: «È grave che in una struttura ospedaliera dove vi sono in cura e custodia pazienti anche con gravi problemi psichici, questi abbiano il pacifico ed indisturbato accesso a bastoni così come ad altri oggetti idonei ad offendere o ledere i terzi». È anche grave che Paderno sia stato aggredito senza potersi difendere mentre nessuno sorvegliava. Grave che il personale non sia intervenuto e abbia atteso 13 ore prima del ricovero.
In sostanza, secondo l'avvocato Francesco Pighi, questi fatti «attestano con evidenza empirica come, al momento in cui sono occorsi i fatti denunciati, il personale di Villa Igea non stesse operando in modo conforme a quegli standard di diligenza che gli dovevano essere propri ed a quel dovere di cura e custodia che essi avevano assunto nei confronti dei congiunti di Paderno, poi deceduto».
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