Modena, una app creata all'università per eliminare le code
Inventata da un ingegnere di Unimore, ma la nostra azienda non la utilizza. «È un paradosso. A Reggio Emilia con un investimento minimo ha avuto risultati. L'Ausl lì ha speso 10 mila euro, gli utenti non spendono nulla: l'app è stata scaricata ed è stata usata da 15 mila persone con 2.200 disdette»
MODENA. Il centro unico prenotazione in tasca … ma non a Modena. La società informatica cittadina Miliaris ha sviluppato una app che permette agli utenti di svolgere le stesse funzioni del Cup.
Ideata da due ingegneri geminiani, non ha trovato tuttavia impiego nell'Azienda unità sanitaria locale del nostro territorio. Dallo scorso anno, invece, è utilizzata dall’Ausl di Reggio, con cui ha ottenuto numeri significativi. «In un anno è stata scaricata da oltre diecimila utenti - ha garantito uno dei due soci, Paolo Perliti - senza che facessimo pubblicità. Il fascicolo sanitario elettronico forse ne ha avuti meno. Ci sono stati più di quindicimila utilizzatori, diecimila prenotazioni e 2.200 disdette».
UN TASTO PER DISDIRE L'APPUNTAMENTO. Già, perché l’applicazione ha un tasto con cui è possibile cancellare un appuntamento. A questo punto partono due percorsi. Intanto, chi l’aveva fissato può subito ottenerne uno nuovo, senza rispettare gli orari di ufficio tipici dello sportello fisico. Inoltre, coloro che lo seguivano in fila ricevono una comunicazione in cui si domanda loro se intendono anticipare l’appuntamento. Gli incontri con i medici possono essere visite (di ventiquattro tipi diversi), radiografie, ecografie e altre operazioni come spirometria e test cardiovascolare da sforzo. L’app si scarica dai vari market, poi si utilizza inserendo codice fiscale e tessera sanitaria.
PRENOTAZIONE IN TEMPO REALE. «La prenotazione avviene in tempo reale - ha confermato Perliti - senza sms. C’è la conferma immediata sullo smartphone o sul tablet ed è disponibile anche una mail con il foglio che attesta la prenotazione». Se per l’utente è gratuita, quali sono i costi per l’azienda? «Meno di diecimila euro», ha risposto Perliti. Modena è maglia nera in Regione per le visite sanitarie. In particolare, la nostra provincia segue tutte le altre per i limiti massimi di attesa e l’attesa media per visita. Perché a Reggio l’idea ha funzionato e a Modena no? «A Reggio il progetto andava avanti da tanti anni - ha garantito l’ingegnere, laureatosi a Unimore - l’abbiamo rivisto e ci siamo impegnati nel rivedere il sistema informatico di riferimento. A Modena siamo riusciti a farci ascoltare e l’Ausl ha sempre dimostrato interesse. Però prima c’è stata la riorganizzazione del Cup, poi l’alternanza della nuova dirigenza. Da diversi mesi stiamo cercando di contattarli». In definitiva «fa specie non replicare un’esperienza positiva in casa nostra. L’app è partita anche nell’istituto di Candiolo in Piemonte. Modena è un po’ un’isola a sé».
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