Togli le slot e il Comune dimezza la Tari
Progetto apripista a San Possidonio: i locali che rinunciano ai videopoker hanno un bonus sulle tasse
SAN POSSIDONIO. È ufficialmente il primo comune dell’Area Nord ad aver approvato in consiglio comunale il dimezzamento della Tari agli esercizi commerciali che decideranno di togliere dal loro locale le slot-machine. Una notizia condivisa e approvata che porterà, secondo il sindaco Rudi Accorsi, una nota di positività a tutto il paese. «Per noi - dice - era doveroso fare un gesto del genere perché sappiamo benissimo che il gioco d’azzardo è una malattia e vorremmo dare un esempio positivo, ma allo stesso tempo andare incontro alle attività che stanno pensando di togliere le macchinette. Non è un segreto che le slot portino anche un ritorno economico agli esercizi commerciali che le installano, ma il dimezzamento della Tari sarà per loro un buon risparmio. Inoltre i video-poker attirano anche i ladri, quindi toglierli sarà non solo un incentivo, ma anche un deterrente anti-intrusione».
Della stessa opinione anche la capogruppo di Indipendenti, Elisa Spaggiari. «È un atto di grande valenza sociale e necessario per contrastare l’abuso compulsivo delle slot machine, un fenomeno purtroppo in rapida espansione ma che come pubblica amministrazione abbiamo l’obbligo di limitare.
La decisione è stata condivisa non solo dalla maggioranza, ma anche da Fabrizio Locatelli del gruppo di minoranza Ri-Fare San Possidonio: «Il gioco spesso si può trasformare in dipendenza patologica e l’accesso, finora incontrollato, alle scommesse accresce proporzionalmente il rischio di diffusione della dipendenza. La ludopatia è ormai una piaga sociale diffusa che crea enormi disagi ai cittadini, spesso anche minorenni e impoverisce le famiglie».
La decisione pone la base per un confronto anche a livello di Unione, dove il tema è di primaria importanza anche se voti in senso opposto si sono avuti in altri Comuni. «È stato uno dei temi caldi di cui abbiamo discusso - dice l’assessore comunale ai Servizi sociali, Anna Malavasi - ed essere i primi ad attuare una proposta per affrontare il problema, significa dare un segnale di svolta». San Possidonio, comunque, già qualche anno fa aveva detto no alle sale slot, accogliendo la legge vigente che proibiva di aprire le attività a meno di 500 metri dai luoghi sensibili come chiese e scuole.
Serena Fregni
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