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Il rebus del Piano Caserme è legato tutto ai finanziamenti

di Stefano Luppi
Il rebus del Piano Caserme è legato tutto ai finanziamenti

Il Psc che il Comune vuole approvare passa soprattutto dalla valorizzazione di luoghi militari: Scuderie Ducali, Ottavo Campale, deposito dell’Aeronautica per cambiare volto a Modena

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Che fare di luoghi come le scuderie Ducali di corso Canalgrande, l'VIII Campale di via Emilia ovest, la Caserma Fabrizi e i galoppatoi sempre in Canal Grande, l’ex deposito dell’Aeronautica di Modena in strada Minutara, l'ex caserma Fanti della Provincia e l'ex distretto militare-caserma Garibaldi lungo i viali? La situazione è piuttosto complessa e, almeno in parte, si dipana attraverso il nuovo Piano strutturale comunale che le mette al centro per il rilancio urbanistico della città.

L’IDEA

Il sindaco Muzzarelli lo ha detto con chiarezza alcuni giorni fa. Si tratta di un complesso di iniziative di valorizzazione urbanistica, reso possibile grazie a un protocollo d'intesa definito lo scorso ottobre dall'ente locale e dal Comando dell'Accademia militare insieme ad altri enti pubblici tra cui l'Agenzia del Demanio. Si tratta del piano Caserme, un progetto non semplice, definito nel corso degli ultimi mesi durante numerosi incontri di approfondimento al Ministero della Difesa con amministratori e tecnici comunali.

I LUOGHI

Nel piano in esame in piazza Grande ci sono appunto oltre alle strutture dell'Accademia militare in piazza Roma, le scuderie Ducali, la Fabrizi con i relativi servizi, i galoppatoi l'ex Deposito dell’Aeronautica. A essi si aggiungono gli immobili storici nei quali il Comune potrà prevedere nuove destinazioni d'uso al fine di valorizzare o immaginarne una possibile dismissione: si tratta della caserma Pisacane (l'ex Ottavo Campale in via Emilia Ovest e l'area denominata “ex Campo scuola guida dell’Esercito” in via Rangoni oltre alle citate ex Scuderie Ducali, Fabrizi e galoppatoi, nonché il Magazzino foraggi di via Santa Caterina.

GLI ASPETTI ECONOMICI

Relativamente ai complessi destinati a valorizzazione in vista di una loro possibile dismissione, il Comune si impegna, secondo quanto è scritto nel Piano, ad adeguare i propri strumenti urbanistici. A parziale compartecipazione del maggior valore fondiario derivante dalle modifiche urbanistiche, il Ministero si impegna a riconoscere al Comune, o una sua partecipata, una percentuale del valore delle nuove potenzialità edificatorie. Sulle aree cedute gratuitamente, il Comune eseguirà interventi di realizzazione di unità residenziali private, convenzionate e destinate all’affitto, oltre a predisporre spazi per attività terziarie e di servizio.

Per gli edifici ancora in uso all’amministrazione militare, destinati a riqualificazione, il Comune insieme al Ministero dei beni culturali, si impegna a favorire le varianti necessarie agli strumenti di pianificazione e ai propri piani. Il Comando dell’Accademia militare invece sosterrà presso la Difesa l’obiettivo di investire risorse nella valorizzazione quanto ricavato dalla dismissione degli altri compendi militari. Il problema sono i tempi e i modi: il Comune non può muovere euro, oggi come oggi, per finanziare da solo le riqualificazioni.

LE DESTINAZIONI

L'aspetto che forse interessa di più, con alcune sicurezze visto che il progetto è stato approvato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. In primo luogo l'Accademia ha acquisito la caserma Setti, l’ex deposito dell’Aeronautica militare (sono oltre 126 mila metri quadri), dove sarà spostato il Reparto supporti attualmente ubicato alla Fabrizi. Le attività militari ancora ospitate alla Pisacane saranno invece spostate all’ex Aeronautica in modo da poter cedere tutta l’area della Pisacane. Medesima sorte tocca all'ex magazzino foraggi di Santa Caterina, mentre all’ex Aeronautica, dove sarà realizzato un maneggio all’aperto, saranno spostati i cavalli attualmente nella stalla di origine ducale di corso Canalgrande. Gli animali, infatti, avrebbero manifestato problemi di salute. Alla caserma Setti, quindi, andranno le attività del Reparto supporti, attività ippica, poligono di tiro e archivi centrali militari. In questo modo alla Fabrizi di Canalgrande, al posto del grande galoppatoio, l’Accademia intende realizzare un ampia palestra che potrà essere utilizzata in convenzione anche dalle strutture scolastiche del centro. Mentre in luogo del maneggio più piccolo (sono due quelli presenti nell'edificio settecentesco) sarà ricavata una aula magna in grado di ospitare tutti i 500 allievi dell'Accademia. La Fabrizi inoltre ospiterà alloggi militari, mentre l’area delle Scuderie resterà uno spazio multifunzionale aperto a varie iniziative soprattutto culturali. Alla caserma Setti sarebbero quindi concentrati il maneggio e gli armamenti con conseguente allentamento dei vincoli militari sull’utilizzo di Palazzo Ducale: non è un particolare di poco conto perché sarà possibile utilizzare l’edificio più importante della città con maggiore frequenza. A Palazzo Ducale rimarrebbero gli uffici del comando, alloggi, il museo, la mensa, le aule universitarie e il Salone d’onore, presto di nuovo agibile.

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